- Accesso stradale
- 3 semafori in Valtournenche
Cresta tutta asciutta, ramponi inutili. Dalla Carrel in su esposizione costante, roccia generalmente buona eccetto la salita al Tyndall e la successiva creata fino all’Enjambée, dove bisogna scegliere bene i vari passaggi per evitare il marciume (che comunque in qualche punto bisogna toccare). Canaponi abbastanza fisici, ma scaricando bene sui piedi si riescono ad addolcire. In generale la via è piuttosto logica, eccetto la zona dopo il Vallon des Glaçons in cui si tende a seguire una comoda cengia verso destra, mentre bisogna subito puntare a un canalino che porta in cresta.
Tempistiche: partiti alle 5 dalla Carrel per evitare di prendere troppo freddo, le altre cordate erano partite già da un po’ perciò non abbiamo avuto problemi di code. In 2 ore eravamo al Tyndall e un’ora e mezzo dopo in cima (non sottovalutare la cresta verso l’Enjambée, che porta via un po’ di tempo). Discesa in tre ore e mezza. Salita tutta in conserva (corta o protetta) eccetto 3 brevi tiri alla Corda della Sveglia, alla Grande Corde e alla Jordan. Avevano una corda da 40, 5 rinvii e quattro friends dallo 0.4 all’1, usati tutti.
Che dire, il Cervino è il Cervino! Montagna desiderata da tempo, e dopo il dietrofront dell’anno scorso arrivare in cima è stato ancora più bello, ma soprattutto godersi da cima a fondo una salita del genere senza tribolare più di tanto. Con papà