Il Cervino non ha bisogno di presentazioni, una salita unica, dalla croce Carrel in poi non si possono più abbassare le antenne, già l’arrivo e soprattutto il ritorno alla carrel sono di per sé un viaggio, la cheminée da subito l’idea del tipo di salita che sarà…
Condizioni ottime su tutto l’itinerario non hanno richiesto l’uso dei ramponi, un po’di verglass evitabile e basta, utile la picca per evitare un paio di brevi ma esposti traversi su neve prima della Carrel.
Il giorno della salita serve fare attenzione per non sbagliare itinerario soprattutto al buio ma con un po’di calma ed attenzione è abbastanza intuitivo.
Attenzione agli orari, la discesa è complicata ed alle cordate normali richiede lo stesso tempo di salita o anche un po’di più, dipende da eventuali errori di itinerario o dal numero di doppie (se se ne abusa non si viene più via…) Quindi serve darsi un tempo massimo e soprattutto rispettarlo.
Segnalo che la scala Jordan attualmente si evita a sinistra (salendo) con una serie di canaponi molto fisici, volendo la si fa lo stesso, ma lo sconsigliano…
…Da fare almeno una volta nella vita, l’emozione dell’arrivo in vetta è qualcosa di unico…
Con Ezio.