Cerel (Bec) Contrafforti Trad’union

Cerel (Bec) Contrafforti Trad’union

Dettagli
Altitudine (m)
1450
Dislivello avvicinamento (m)
250
Sviluppo arrampicata (m)
90
Esposizione
Nord-Est
Grado massimo
6a
Difficoltà obbligatoria
6a

Località di partenza Punti d'appoggio
Albergo Savoia

Note
materiale: in posto un chiodo lost - arrow
Avvicinamento
superare il ponte sul torrente Gura e, di fronte, risalire una pietraia fino al suo termine. Sotto un torrione piegare a destra e rimontare il ripido zoccolo detritico - boscoso che porta sotto una parete nerastra. Contornarla alla base e poi scavalcare un canale risalendone la sponda sx idrografica, toccando la base del torrione che si presenta come un pilastro staccato dal corpo principale (ometto; ore 0,50)
Descrizione

L1: salire un piastrino di roccia articolata 4c , per poi guadagnare una piccola terrazza erbosa attraversare uno spigolo a sinistra e con esposta traversata 5b raggiungere un terrazzino di sosta
L2: superare uno strapiombino 5b e poi impegnarsi in un fessurino che muore contro una cornice; afferrare un diedrino sfuggente e poi uscire su una comoda cengia
L3: non seguire le facili rocce accatastate che costituiscono la prosecuzione del filo del pilastrino, ma andare a sinistra qualche metro e affrontare un diedro chiuso da un tetto squadrato. Superarlo con movimento atletico 1 chiodo (lasciato) 6a e afferrare il bordo di una cornice che permette di traversare in placca a destra, 5c e nessun chiodo per parecchi metri. Scavalcare una stele e sostare su clessidre dietro di essa.
L4: sul facile filo di spigolo 4c fino in cima al contrafforte

Discesa: proseguire in salita al meglio tra ontani e pietraie, fino a quando sulla destra si può scendere disarrampicando nel canalone sottostante del Pissai d’Cerel. Scenderne il fondo sull’accumulo nevoso di slavina e, in prossimità di tre evidenti betulle, piegare a destra dove uno stretto passaggio permette di raggiungere uno zoccolo che si discende fino alla base del torrione.
Importante! Non proseguire nel canale perché, poco sotto c’è il salto del Pissai di 30 m!

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Storico:
La via qui proposta ripercorre, anche se con una variante più difficile, la prima storica salita su roccia "pura" compiuta nel 1927 su di una struttura del bacino Gura-Sea. Di quell’episodio resta, come unica testimonianza, una foto cartolina che ritrae quattro misteriosi scalatori, uno dei quali è con tutta probabilità Firmino Palozzi.
Cartografia:
IGC serie Monti 103
Bibliografia:
Vallone di Sea un mondo di pietra - M.Blatto
block65
20/12/2014
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