Secondo giorno di tre della traversata dalla val di Borzago, per il rifugio Carè Alto – Corno di Cavento – Rifugio Lobbie – cannone di Cresta Croce – Val di Genova.
Partenza alle 4:30 dal Carè Alto seguendo il segnavia 215 e scendendo lungo scale in pietra costruite durante la Prima guerra mondiale. Si superano in più punti vari torrenti; nel guado più impegnativo si supera il torrente grazie a delle funi metalliche. Proseguiamo con un po’ di timore perchè tutt’intorno (in lontananza) vediamo nuvole e fulmini ma decidiamo di proseguire e rivalutare dopo l’alba. In perfetto orario arriviamo ai Pozzoni, ci godiamo l’alba ed i nuvoloni magicamente spariscono. E’ ora di legarsi, mettere i ramponi ed affrontare la prima Vedretta. Primo tratto un po’ tormentato, neve assente e tracce inesistenti. Come suggerito dal rifugista, puntiamo il Folletto e man mano il fondo migliora, fino a riprendere una traccia ben visibile sul fondo innevato. Si prosegue a mezza costa ammagliati dallo spettacolo circostante, da una parte la catena montuosa, dall’altra i laghi dei Pozzoni che riflettono le prime luci del mattino. Alle 8 circa siamo sotto la normale del Corno di Cavento, via i ramponi, si sale in conserva, foto di rito e si riscende. Piccola pausa e siamo già pronti per ripartire. Riprendiamo la traccia e ci portiamo sotto il passo di Cavento, qui inizia la parte più delicata della gita. Il passo è veramente in pessime condizioni, rocce instabili, sfasciumi e nulla su cui fare affidamento. Per fortuna sia la salita che la discesa sono state attrezzate con delle scale e cavo tipo ferrata. Rapido cambio di assetto, usiamo un moschettone sulla corda per fare una longe e si sale. Passaggi fisici ma in poco tempo arriviamo al colletto, ove sorge il bivacco Laeng. Guardando verso le Lobbie individuiamo il percorso di discesa, qualche scaletta, si disarrampica e ci ritroviamo sulla Vedretta delle Lobbie.
Cerchiamo ora il passaggio migliore per aggirare la prima parte crepacciata, scendiamo di quota e proseguiamo verso il rifugio che inizia a vedersi in lontananza. Il ghiacciaio qui è in pessime condizioni, ghiaccio vivo, rigoli d’acqua ovunque solcano il ghiaccio, si procede spediti. Arriviamo quasi al cospetto delle Lobbie e decidiamo di salire dal canalino tra Punta Papa Giovanni II ed il rifugio. Nessun ometto, nessuna traccia ma sappiamo che la direzione è giusta. Arrivati al colletto vediamo il rifugio, riprendiamo la traccia e concludiamo la nostra giornata. Che soddisfazione!
Gita effettuata insieme a @franz83, secondo giorno (di tre) della traversata storico – alpinistica dalla Val di Borzago alla val di Genova, per il Corno di Cavento e Cresta Croce.
La traversata è un itinerario estremamente interessante, sia da un punto di vista storico che alpinistico, relativamente facile (difficoltà massima PD) ma molto vario. E, pur essendo in Trentino, decisamente esente da overtourism. Non abbiamo incrociato nessuno, solo noi su entrambe le Vedrette