- Accesso stradale
- Top fino alla galleria
Condizioni veramente ottime: neve dura dura, e anche salti di ghiaccio formati. Confermo che in via non c’è materiale, e anche che sono molto utili chiodi e viti. Più difficile, invece, usare friend.
Fatta a tiri:
– L1: 10-15 m di ghiaccio (aggirabile a destra su neve), protetti con 3 viti corte (un po’ psico). Poi ripido tratto con neve dura. Sosta su masso con friend medio-piccoli. 60 m tot.
– L2: pendio nevoso ripido fino a prima di un salto. Sosta su chiodi attrezzata da noi a dx. 50 m
– L3: salto di ghiaccio a sinistra + altro pendio nevoso. Forse la via originale passa a destra del salto di ghiaccio, ma noi ci siamo gasati. Sosta su chiodi. 55 m
– L4: pendio nevoso ripido, messe due viti. Sosta su fettuccia e chiodi in un masso al centro. 60 m giusti giusti.
– L5: di nuovo pendio ripido. Sosta su viti e picche prima dell’uscita. Ci siamo sentiti veri alpinisti. 50 m
– L6: uscita ripida moooolto difficile da proteggere, direi che ho piazzato viti ma non ci sarei caduto mai e poi mai. A circa metà tiro è possibile piazzare friend medio grandi a dx (così mi dicono). Sosta boh: pianti un chiodo in cima o sicura a spalla. 50 m
Discesa dal Cambron con varie calate. Delicato raggiungere la sella del Cambron lungo la cresta.
Nel complesso il canale (o forse la via di misto, considerando il ghiaccio?) più duro che abbia mai fatto, complici le condizioni e l’assenza di protezione in loco.
Durante la salita abbiamo perso un martello, un guanto e un Rolex. I primi due li abbiamo recuperati. Se qualcuno trova il Rolex, ci faccia sapere per favore, ha molto valore affettivo per me!
Con Filo, Giulio e Cecilia.
Un bacio,
Rick