Cavalieri perdenti Gogna dixit

Cavalieri perdenti Gogna dixit
La gita
bataclan
5 20/10/2017
Accesso stradale
Parcheggio prima del masso con le scritte fasciste, presenza di un cantiere

Visti i catastrofici presagi di oblio e sventura previsti dai precedenti osservatori della via, abbiamo pensato di mettere nello zaino due spazzole di ferro ed una ramazza, per ogni evenienza, e di andare a verificare la situazione di questo storico e rilevante itinerario.
Consiglio un approfondimento culturale, per chi non sapesse, su Rock Paradise di Oviglia e 100 Nuovi Mattini dello stesso Gogna. In quegli anni c’era un bel fervore tra post Nuovo Mattino, scalatori della Val di Mello, che aprirono anche sulle placche adiacenti alla piramide, e l’avvento dell’arrampicata sportiva.

Il sentiero è ben segnalato da numerosi ometti, lo “Scivolo di Pietra” (presente in cima un cordino con moschettone per eventuale calata) si sale senza problemi. Abbiamo quindi cercato di seguire lo schizzo originale di Gogna (allegato da Popeantonio) e la relativa descrizione.

L1 Si attacca quindi nel diedrino con giovane pianta di “Nuvole d’Argento” e si traversa progressivamente verso sx per la via più logica, incrociando 2 linee a spit e incontrando 3-4 punti dove proteggersi a friend; si punta alle due soste a spit a dx del diedro ad arco. Quella di dx ha spit migliori ma è un po’ più scomoda per il tiro successivo, quella di sx è comunque rinforzabile con friend. Non abbiamo riscontrato il passo di VII- di cui parla Gogna, che probabilmente si era tenuto più basso(abbastanza illogico), difficoltà attorno a IV.

L2 è bellissimo, si parte con un facile traverso su placca e si attacca il bel diedro: era già scalabile prima, in quanto i buchi dove mettere le dita ed i friend erano già puliti, ma ora è stato completamente spazzolato dal muschio ed è uno spettacolo. Il ribaltamento in placca è piuttosto semplice e ben proteggibile con un friend 0.4 BD, attenzione ad una presa delicata in cima all’arco. I 3-4 mt successivi, in placca, non sono proteggibili ma rasentano il V/VI grado. Sosta su placchette un po’ossidate, ma i tasselli sono decenti, sostituito cordone e aggiunto maillon.

L3 da qui la richiodatura puntava direttamente al diedro sovrastante la sosta, placca di V sprotetta. Altrimenti, tramite il percorso originale, si segue il gradino erboso verso sx per poi risalire un diedro molto appoggiato verso dx e si raggiunge il diedro rossastro di cui prima. Qui la roccia è stupenda e ben proteggibile, con friend 0.5 e 0.4 e forse anche con un 0.75. L’arrampicata è elegante, ci si porta a sx sul bordo del tettino, ma poi non ci si può proteggere fino in sosta. E’ presente un run-out leggermente più lungo del precedente, con un passo di aderenza verso la fine da non sottovalutare. Credo che un 5C-6A si possa dare serenamente.

L4 per puro piacere, abbiamo scalato ancora il tiro successivo, ricavando qualche buco dove proteggersi nelle belle fessure che segnano la placca successiva, ben appoggiata e ora spazzolata. Qui si può utilizzare anche un friend n.2, tuttavia le difficoltà sono molto contenute e forse non giustificano il portarselo su. Il resto della parete è meno omogeneo e più inclinato, volendo si può comunque proseguire ancora per diversi piacevoli tiri.

In calata abbiamo dato uno sguardo e dato una ripulita anche alla variante diretta all’arco, chiodata da Baima e parzialmente schiodata da Adriano. Dopo lo spit con catena, quello dello scandalo, ci si può ora proteggere con un buon nut medio ed un friend, poi si punta verso dx ad uno spuntocino, anche qui ci si può proteggere con un micro friend e/o un nut piccolo, poi ci si sposta a sx nel diedro.

Ovviamente abbiamo poi scalato il tiro, e partendo da terra devo dire che è veramente bello e lungo. C’è questo breve passaggio non proteggibile dopo lo spit incatenato, li è meglio evitare di venir giù, perché la cengia non è lontana, ma non è sicuramente “mortale” né troppo difficile, inoltre ora è tutto pulito, passo di grado 5°/5+. Ricordo che questo passo è evitabile seguendo il tracciato originale.

Materiale: per star tranquilli portatevi doppi friend 0.3 e 0.4, uno 0.1, uno 0.2, un 0.5 e qualche nut medio. Magari un 0.75 e se proprio volte un 2, e divertitevi, in fondo, di vie così non ce ne sono poi tante ;).

Chiedo scusa per il lungo intervento, ma mi sembrava giusto dare risalto a questa via e soprattutto mettere fine, almeno per un po’, ad alcuni discorsi poco lucidi e davvero poco proattivi, anzi direi in sostanza distruttivi.

Infine mi permetto di dire la mia, su un concetto sono d’accordo con Adriano: di vie sportive di 5C-6A ce ne sono davvero tante in giro per l’arco alpino, anche a pochi metri di distanza da questa, forse una, nel suo piccolo speciale, può rimanere com’era. E’ forse anche un modo per confrontarsi in maniera un po’ più alla pari con gli apritori, che pur non avevano belle soste a spit, friend ecc., su difficoltà più che ragionevoli per il livello medio attuale.

PS. Vista la siccità del periodo, i muschi raschiati via hanno seminato una fastidiosa polverina sulle placche sottostanti, l’abbiamo levata il più possibile, e credo che il vento abbia fatto il suo lavoro, in attesa della pioggia (solo in settimana, ovviamente). Tenetene presente, in ogni caso una scopetta e magari una spazzola di ferro pesano proprio poco. Prima o poi saranno da rivedere anche le soste.

Filippo, con Enrica che ringrazio molto per il suo grande aiuto in questa piccola operazione di recupero.

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