Catinaccio d’Antermoia traversata Ferrata Ovest e Est

Catinaccio d’Antermoia traversata Ferrata Ovest e Est
La gita
giuliano
5 13/08/2016

Saliti ieri pomeriggio al Gardeccia (strada chiusa al traffico, costo navetta 10 euro A/r), da qui in 40′ al rifugio Vajolet, strapieno di bambini tedeschi urlanti e di merenderos per cui la sveglia alle 7 (!!!) rappresenta un trauma. Stamattina unici a partire alle 7.30, siamo giunti all’attacco in contemporanea ad una coppia italo-tedesca proveniente dal Rifugio Passo Principe. Ferrata molto facile, con un solo punto iniziale un po’ delicato costituito da un passaggio non attrezzato in cui bisogna strisciare se si ha uno zaino un po’ voluminoso. In vetta per primi alle 10, precedendo le orde barbariche che di solito prendono d’assalto questa cima. Il panorama è di una bellezza mozzafiato per cui, più che descriverlo, posso solo invitare i gulliveriani ad andare a vederlo di persona. La famigerata cresta finale, che tanti commenti terroristici in rete vorrebbero espostissima e pericolosa, è breve e, se percorsa in assenza di neve e ghiaccio, è abbastanza elementare (ovviamente un po’ di attenzione non guasta). La discesa verso il Passo di Antermoia è abbondantemente attrezzata e francamente non presenta alcuna difficoltà. Dal Passo di Antermoia siamo saliti anche sulla panoramicissima Cima Scalieret, posta di fronte alla Cima Catinaccio e alle Torri del Vajolet, da cui purtroppo abbiamo assistito all’arrivo di un elicottero impegnato nel recupero di un alpinista infortunatosi lungo una via di roccia. Per la salita, dal Passo seguire il sentiero a sx ma dopo pochi metri abbandonare i segnavia e seguire un marcata traccia a dx praticamente in piano, da questo punto impossibile sbagliare (30-40′ dal Passo). Ritornati al Vajolet per una meritata birra, abbiamo ammirato la processione biblica di varia umanità diretta verso il Passo di Antermoia o verso il rifugio Re Alberto e poi siamo giunti al Gardeccia in tempo per prendere la navetta che ci ha riportato alle 16 all’auto lasciata al parcheggio degli impianti di Pozza di Fass. Il lungo viaggio di ritorno, con code annesse, è il prezzo che abbiamo volentieri pagato per aver ammirato uno degli scenari più belli delle Alpi. In ottima compagnia di Andrea D. e, in discesa, di un milione di altri escursionisti.

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