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Via percorsa in Free Solo a vista, in scarpette d’arrampicata
La relazione è ben fatta e molto ben descritta, come mio solito aggiungerò qualcosa in più che potrebbe tornare utile e un parere personale sulle varie difficoltà riscontrate.
– Posteggio: come da relazione, piccolo spiazzo in corrispondenza del sesto tornate con, ad oggi, ancora meno spazio disponibile perché parzialmente occupato da una barca e da un rimorchio: circa 2 – 3 macchine, se messe bene.
– Avvicinamento: come da relazione, per traccia ormai solo appena accennata, fin poco prima del grosso pino solitario, dopodiché la traccia si perde completamente nelle fasce abbandonate; in ogni caso, basta scendere alla bene e meglio fin sul greto del Torrente, stando attenti a non scorticarsi coi vari arbusti e rovi presenti. Una volta arrivati sul letto, si segue verso valle passando accanto ad una bellissima falesia non attrezzata ed al suo termine è presente l’attacco della via con targhetta alla base.
– Via
● L1: come da relazione, aggiungo solo che alla fine del tiro bisogna tenersi a dx per non mancare la corda fissa e quindi l’attacco del tiro successivo e non arrivare troppo alti rispetto allo Spigolo. Questo tiro comunque in generale è un po’una forzatura, giusto per arrivare al successivo scalando qualche roccia, perché subito alla sua dx si potrebbe tranquillamente salire per canale terroso, comunque brutto. Difficoltà corrette.
● L2: come da relazione: usando difficoltà francesi, il primo diedrino potrebbe essere sul 5c, dopodiché lo spigolo fino al diedro è molto delicato e svasetto e potrebbe essere attorno al 6a; il traverso non è così complesso a parer mio, vero che è senza mani ma i piedi sono enormi (letteralmente una cengietta) e la parete è piuttosto abbattuta: non l’ho trovato oltre il 5c, ma bisogna avere dimestichezza con lo stile di progressione. Pervenuto il diedro fessurato, lo si segue con tecnica a piacere fino in cima: a me che piace dulferare, tiri di mano spingi di piedi in aderenza e vai su liscio liscio con difficoltà sul 6a. In ogni caso, tiro molto bello e spettacolare, complimenti ai chiodatori! Sarebbe bello avere una variante interamente di spigolo…
– L3: la corda fissa non c’è più, si vedono solo i vecchi golfari dai quali passava; si raggiunge quello di dx e si sale dritti (corretto IV max) puntando al tettino soprastante, che si raggiunge sulla sua dx e si supera con un movimento atletico e per nulla banale (forse fin più del V+ proposto!), e successivamente si prosegue per placca non banale fino in sosta. Anche questo tiro carino e non semplice!
● L4: come da relaizone; la fessura è quella chiodata a dx di quella più evidente, prima come indicato sostenuta, poi c’è giusto un movimento più ostico a ristabilirsi sul secondo risalto (giusto il V+) e si segue più facile fino in cima.
● L5: come da relazione, facile cresta orizzontale a blocchi molto divertente in comune a tutte e 3 le Vie della zona.
– Rientro: si sbuca all’altezza del pino isolato e in 2 minuti si è di nuovo alla macchina per il percorso d’andata.
Oh, è davvero un peccato che questa via sia semi abbandonata perché merita un sacco! I passaggi sono per la maggior parte belli, la roccia è ottima e l’ambiente carino, merita sicuro una ripetizione ed anche un po’di pulizia, decisamente più della poca che sono riuscito a fare io salendo! 1/3 Vie della zona, in giornata e in Free solo a vista!