6.4Km
Oltrepassato il Rifugio Stella Alpina la strada, dopo alcuni tornanti, diventa pianeggiante. Poco prima di uscire dal bosco c'e una strada forestale a destra, che è dove comincia l'avvicinamento (segnale di divieto). Si può parcheggiare sullo spiazzo largo sui detriti del fiume (su google maps inserire Cascata del Pedruch) . Da li si prende la strada forestale, che diventa poi il poco segnalato sentiero n. 227 e sale poi in generale in alto verso sinistra per arrivar nella val cercen. Passando un fiume si continua a salire la valle e si supera una salita ripida per arrivare ad un grande masso squadrato con due cartelli in località Mandra Cercèn Alta (2250m, 2h). Da questo sasso si vede bene la parete con il suo versante sud/sud est. Si sale ancora 25 min finche si arriva all attacco.
Attacco: orientarsi con la foto, alla base si trova un cordone rosso e poco a sinistra uno verde in clessidra.
- L1: VI 40m, roccia solida, 4 chiodi, 1 clessidra e 1 dado fissato. Traversare leggermente a sinistra, in corrispondenza del cordone verde tirare su dritti. Placca poi diedro e poi placca. Sosta su cengia.
- L2: V 35m, 1 chiodo e 2 clessidre. Traversare a sinistra, alzarsi e traversare nuovamente a sinistra per individuare una placca al termine della quale si trova la sosta.
- L3: VII- o A0 25m, 5 chiodi. Seguire il diedro per 8-10m fino a trovarsi sotto il tetto a sinistra, quindi cominciare il traverso arioso a destra su tacche buone.
- L4: V 32m, 3 clessidre. Traversare la placca a sinistra seguendo i cordini e superare una piccola rimonta. Riprendere la placca per arrivare a sosta.
- L5: IV+ 25m, 1 clessidra e 1 cordone. Seguire la linea logica che porta ad una sosta su cengetta di fianco ad uno spigolo.
- L6: VI- 50m, 1 chiodo e 2 clessidre. Alzarsi 1 metro e ribaltare a sinistra dello spigolo, per individuare un cordone (attenzione alla qualità roccia). Proseguire poi su diedro e infine placca con roccia fantastica. Sosta su alberello
- L7: V 50m, 1 chiodo e 1 clessidra. Alzarsi sul verticale fessurato per 2-3 metri per poi aggirare lo spigolo a destra dove prosegue la salita. Termina con una placca molto appoggiata e sosta su sasso incastrato. Allungare i rinvii e attenzione all’incastro delle corde nelle fessure.
- L8: IV+ 20m. Stare in cresta, fare sosta su spuntone (che si trova già) o costruirla.
- L9: V- 25m, sosta su spuntone o da costruire, 1 corda incastrata/clessidra. Alzarsi a sinistra in cresta per trovare un bel diedro fessurato al termine del quale si trova la sosta su spuntone.
- L10: VI 35m, spigolo sproporzionato, sosta su sasso incastrato. Alzarsi lungo la cresta per trovare uno spuntone su cui rialzarsi, ribaltare con un movimento atletico e proseguire lungo la cresta per trovare la sosta.
- L11: IV+ 30m, si arriva alla forcella. Proseguire a sinistra della sosta per facili passi per arrivare in forcella. Costruire la sosta dove si può.
- L12: IV+ 50m. Salire a sinistra della forcella per trovare un cordino blu e proseguire lungo la placca diedro cercando i passi facili. Si arriva così sulla cengia erbosa che corre sotto il sasso “castagna”. 2 clessidre (non le abbiamo trovate)
- L13: VI+ o A0 35m, la torre castagna, 2 chiodi.
- L14: VII- o A1 20m, muretto ripido, 1 chiodo e 1 dado fissato. Sosta su clessidra.
- L15: VI 20m, la fiamma rossa, 1 sasso incastrato.
Discesa: da non sottovalutare.
Dalla sosta sulla fiamma si fanno due calate con corda doppia da 35 metri verso il versante sud fino la grande cengia. Si traversa verso ovest e si scende la cresta erbosa seguendo sempre gli ometti.(Per motivi di tempo è anche possibile traversare sulla grande cengia erbosa fino all’ultima cresta a ovest invece che salire la torre castagna (freccia nella relazione)). Si prosegue poi lungo la cresta e si arriva ad un punto dove si va verso sinistra entrando nel grande canale che si trova sul versante est della cresta (va giù molto ripida e bisogna stare attenti). Arrivati alla fine dell’alveo fluviale dove il fiume fa un “salto improvviso”, c’e la possibilità di calarsi per 20m con un cordino su sassi incastrati. Si prosegue poi fino alla fine del alveo fluviale (anche qui attenzione) dove c’è un altro “salto”, a sinistra un cordone incastrato permette un altra calata di 20m da cui è già visibile dall’alto un ometto sulla crestina terrosa a destra. Si segue quella direzione per incontrare un cordone per fare una calata di 30-40m superando un altra zona dove passa il fiume. Si scende quindi l’evidente canale che riporta al mandra cércen alta.
- Bibliografia:
- Heinz Grill
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