- Accesso stradale
- Ok
Oggi con una giornata strepitosa e calda, faccio questo sentiero balcone meraviglioso!! Sono perfettamente d’accordo col Gulliveriano Giorgio Tiberi su tutto quello che ha detto e sulla descrizione, veramente spettacolare!!!! Non si raggiungono cime, ma si ha per tutto il giorno lo sguardo immerso su tante di quelle vette, che si hanno di fronte in continuazione, che è un po come salirle! Dalle Grande e Petite Aiguille Rousse, alla Cime du Carrò, alle Levanne, alla Francesetti, Le Ciamarelle, La Bessanese, L’Albaron di Savoia, La Pointe de Charbonnel, La Roncia, per citarne solo alcune….. Non ero mai stata in questa zona (lato francese) a camminare, ed oggi sono qua in avanscoperta per qualche bella gita futura. La scelta è caduta su questa meraviglia, e non poteva essere migliore, un vero elisir per lo spirito come dice Giorgio! Il sentiero è lungo, circa 13 km, che col ritorno fanno 26. Il dislivello è superiore a quello in relazione, tra andata e ritorno fanno più di 1000 metri tra i vari sali e scendi. Ma vola via tutto, non si smetterebbe mai di camminare ed ammirare cotanta meraviglia, lo sguardo si perde in un orizzonte grandioso e infinito, avvolto dal bianco dei ghiacciai che si specchiano nei numerosi laghetti e laghi che si incontrano lungo il percorso e vicino al rifugio. Al momento ci sono ancora molte greggi e mandrie al pascolo nelle sterminate prateria d’alta quota. Le struggenti giornate autunnali sono il non plus ultra per questo itinerario, caldi colori che fanno da contrasto ai freddi bianchi ghiacciai, poca gente in giro, giornate splendide, rifugi chiusi ma praticamente aperti (come invernale è aperta buona parte del rifugio), dove fortunatamente non c’è la confusione estiva. Proprio quello che piace a me!! Ma nonostante il periodo e la giornata infrasettimanale a fare questo giro c’era anche una coppia oltre a me, poi al Refuge du Carro c’era un’altra coppia salita da l’Ecot, ed un signore che aveva proseguito fino al Colle del Carro, e li mi ha raggiunta anche Roberto che stanotte non è stato bene e così è partito tardi per fare almeno un pezzo di giro. Al ritorno sono scesa a l’Ecot con lui per fare un po di gita assieme. Poi Roberto mi ha gentilmente accompagnato a recuperare l’auto sulla strada per il colle dell’Iseran al ponte dell’Oulietta da dove ero partita. Inutile dire che mi ci sarebbero voluti due giorni per fare tutte le foto che avrei voluto con tutto sto ben di Dio! Fatto anche il giro dei due bei laghi vicini al rifugio. Una meditazione per l’anima, trascendentale per lo spirito, dopo una giornata in un posto così la pace e la serenità travalicano su tutto a lungo! Oggi la mia anima è raminga solitaria in questa luoghi meravigliosi! Sicuramente da rifare sempre in questa stagione e stra consigliata!!!