Grandissima gita, in un angolo,da un certo punto in avanti, piu’ remoto e sconosciuto del Piantonetto.
Queste sono quelle cose che nella loro particolarita’ lasciano un gran ricordo.
Il percorso a mezzacosta che da’ sul versante di Piantonetto in se’ e’ sempre abbastanza evidente, fino ad un certo punto, ma da’ ugualmente un senso di abbandono.
L’ambiente ripaga della fatica e la punta e’ un belvedere sull’intero vallone del Piantonetto e Noaschetta.
Giornata fresca e completamente limpida, uno spettacolo il panorama tutt’attorno. Questi sono ambienti a cui ci si appassiona e di cui non ci si stanca mai, montagne ormai viste tante volte, ma quando un posto entra nel cuore da’ sempre soddisfazione e ogni volta che lo si frequenta e’ bella come la prima volta e da’ sempre nuove sensazioni e stupore.
Noi abbiamo tagliato la discesa, senza ripercorrere l’intero itinerario di salita, si puo’ mirare, una volta superata la quota 2951, con una discesa diretta tra vecchi alpeggi, allo scoglio di Mroz e poi al Sernior. Occorre tenere presente pero’ che si deve andare ad intuito e seguendo tracce rare di animali. Qui l’ambiente e’ allo stato completamente selvaggio …non pascolano capre e nient’altro per ripulire l’ambiente dalla sterpaglia incolta, quindi lo consiglio solo a chi e’ ‘’della zona’’ e ricorda i vecchi alpeggi e sentieri e a chi e’ abituato a trovare vie dove non ce ne sono con un buon senso dell’orientamento.
Come la discesa verso il Teleccio, che pero’ e’ segnata sulla cartina, anche questa alternatiava, non segnata, e’ completamente ad uno stato di abbandono.
QUINDI, consiglio vivamente di tornare per la via dell’andata che si va sul sicuro
Con Angelo, che teneva particolarmente a fare questa esperienza della quale aveva solo un vago ricordo da bambino!