- Accesso stradale
- Strada pulita e parcheggio a Chiapili Superiore.
- Osservazioni
- Nessuno
- Neve (parte superiore gita)
- Polverosa
- Neve (parte inferiore gita)
- Primaverile/trasformata
- Quota neve m
- 1500
- Equipaggiamento
- Scialpinistica
Ore 7:30 parcheggio a Chiapili Superiore, -2°C, zero vento, cielo blu da cartolina. Quelle mattine in cui capisci subito che oggi si fa del male alla neve.
Entriamo nel vallone del Carro e per non fare i fenomeni rampant subito.
Sotto c’era fondo duro con sopra una spolverata di polvere: condizioni ideali per partire giù lungo come un salame.
Superato il primo pendio, spunta il sole ma la temperatura rimane comunque mite e perfetta, di quelle giornate in cui non hai né caldo né freddo e capisci che oggi gira tutto giusto. Cielo sereno, silenzio totale. Solo noi due nel vallone, roba che sembrava una gita privata prenotata su Booking Canavese.
Arrivati in cima… panorama spaziale. Di quelli che ti fanno stare zitto cinque secondi, poi dici solo: “Minchia che posto.”
Ma veniamo alla cosa seria: la discesa.
• Ghiacciaio superiore: FARINA SPAZIALE
• Ghiacciaio inferiore (che di solito è un campo minato): FARINA ANCHE LÌ
• Pianoro sotto il ghiacciaio: altra polvere da arresto cardiaco
• Parte bassa: trasformata primaverile perfetta
In pratica abbiamo sciato tutte le stagioni in una discesa sola, ma tutte fatte bene.
Neve super stabile, quindi quasi senza volerlo ci siamo infilati nel canalino più stretto e dritto della parte bassa. Quello che guardi e dici: “boh, ormai siamo qui…”.
Oggi il Sognatore Canavesano, in coppia con Mister Goglio, ha deciso di andare a fare la gita delle gite: Cima del Carro.
Morale della favola: giornata illegale, neve commovente, questa è religione!
Menzione speciale a Mister Goglio : oggi oltre il limite. Gita lunga, roba che normalmente ti fa venire due crisi esistenziali a e un divorzio con le pelli. Ma lui signore vero: due siga prima di partire, una siga in punta, e via a macinare metri come se niente fosse.
Non aveva mai fatto una gita così lunga, ma l’ha portata a casa da diesel piemontese. Chapeau.