- Accesso stradale
- Parcheggiato alla sbarra.
- Osservazioni
- Visto valanghe a pera esistenti
- Neve (parte superiore gita)
- Farinosa compatta
- Neve (parte inferiore gita)
- Primaverile/trasformata
- Quota neve m
- 1900
- Equipaggiamento
- Scialpinistica
Titolo: “Il Sognatore, il Sultano e il Ragazzo Nudo”
Ci sono gite che si fanno per allenarsi. Gite che si fanno per esplorare. E poi c’è il Carro.
Il Carro non è una semplice uscita. È un rito, un’idea di perfezione che prende forma tra rampe, ghiacciai e discese che sembrano disegnate. Per me, il Carro è LA GITA.
E oggi, oggi è stata superlativa.
Alle 7:30 precise, con la puntualità svizzera di chi ha il cuore piemontese e le gambe canavesane, è partita la nostra spedizione. I protagonisti? Il Sognatore Canavesano, uomo dai mille pensieri e dalle mille vette interiori, e il Sultano della Fresca, sovrano assoluto dei pendii polverosi e delle dispense da svuotare.
Sci in spalla, spirito alto, partiamo con un po’ di portage che ci ricorda che lo scialpinismo è anche sofferenza. Ma al ponticello… magia! Gli sci entrano in scena e non ci lasceranno più fino in vetta.
Il Vallone del Carro ci accoglie con una spettacolare e vecchia valanga mastodontica, tanto grande da sembrare il risultato di un’esercitazione militare del Nepal.
Salendo sulla prima rampa, il Sognatore ha una piccola disavventura: un rampant ribelle decide di emanciparsi e rotola via. Discesa d’obbligo per recuperarlo. Nel frattempo, il Sultano, senza rampant (perché lui è oltre gli accessori), sfoggia una salita fatta di calma, arte e continua assimilazione di viveri. Sembra quasi che ogni panino mangiato lo spinga più in alto. Alchimia.
E poi, sul ghiacciaio, ecco l’incontro: un ragazzo di Cirié, a petto nudo, che sembrava uscito da Full Metal Jacket in salsa alpina. Temperatura tiepida, ma non proprio tropicale. Alla domanda: “Vuoi un po’ di crema?” lui risponde sereno: “Sono già bruciato settimana scorsa, ormai il peggio è passato.” Un filosofo.
Arrivati in cima, ci guardiamo attorno. Il mondo è piccolo da quassù. Ma è nella discesa che la gita si trasforma in pornografia. La parte alta: farinosa, compatta.La parte bassa: firn orgasmico, fino al monumentale accumulo valanghivo finale.
“Libidine, doppia libidine, libidine coi fiocchi!”direbbe Jerry Calà
Il Carro oggi ci ha regalato il suo volto migliore. E noi, da buoni sognatori, ce lo siamo presi tutto, con il sorriso, il fiatone e il cuore pieno.