Vorrei solo parlare di aspetti ludici.. ma mi sovviene riportare anche alcune annotazioni tecniche..
In merito alla spittatura del 5° tiro new, grazie alla tecnologia innovativa con cui era stata realizzata (viti di fissaggio su pietra naturale), in data odierna è stato possibile riportarla nello stato iniziale, con le piastrine degli spit ben salde, rendendone la percorrenza assolutamente sicura e confermando purtroppo quanto ipotizzato in precedenza.. (gita del 21/01/2020).
Spero che questo increscioso episodio si concluda così, confidando che la frequentazione in montagna sia solo prerogativa di persone con sani principi.
Vorrei inoltre sgombrare il campo da alcune considerazioni non veritiere che mi è capitato di sentire/leggere in questi ultimi periodi, considerazioni che se fatte nel nostro ambiente, potrebbero in qualche modo penalizzare la frequentazione di queste vie e conseguentemente di questi luoghi che invece, a mio parere, meritano ampia considerazione per tutta una serie di fattori che lascio il piacere di scoprire a chi ancora non li conoscesse..
(1)
E’ stato detto che le viti da roccia con cui è stato attrezzato il nuovo tratto della via non hanno tenuto perchè la roccia della Carra Saettiva è troppo morbida nello strato superficiale..
Ebbene, essendo intervenuto personalmente, sia nella chiodatura iniziale che nel successivo ripristino, posso dire senza ombra di dubbio che la roccia della Carra Saettiva è talmente dura e solida che anche riavvitando le viti con notevole coppia di serreggio (i particolari dell’attività di ripristino sono riportati in altra sede documentale..), il filetto su roccia nell’interno foro non ha mostrato il benchè minimo cedimento (spanatura).
(2)
E’ stato detto che le viti tengono solo se montate con avvitatore tangenziale a impulsi..
A parte le difficoltà oggettive nel portarsi in parete un avvitatore a impulsi.. le specifiche ufficiali dei vari fornitori di sistemi di fissaggio ne riportano in modo esplicito anche la modalità di montaggio “manuale” con chiave e i relativi valori di coppia di serraggio che conoscendoli, potrebbero riservare alcune sorprese..
(3)
Mentre eravamo in parete ad attrezzare “Genesi Atto Finale” ci siamo sentiti dire dai componenti di una cordata che saliva “Giochi di Primavera” che le viti tengono solo se montate sul cemento perche è “elastico.. ?!?!?” mentre la roccia che è “solida” non si presta a tale montaggio ed è necessario utilizzare i fix..
Ok! facciamo finta di non aver sentito tale “affermazione”..
Ricordo solo che alcune grandi case fornitrici di sistemi di fissaggio: Wurth, Fischer, Echo shrauben (produttore dei Multimonti), ecc. nelle loro specifiche ufficiali ne riportano SEMPRE l’impiego sia su cemento che su pietra naturale (roccia).
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Per quanto riguarda altri aspetti tecnici della via, sebbene dopo l’intervento odierno la chiodatura possa in generale ritenersi assolutamente sicura, consiglierei ai prossimi ripetitori di portare una chiave da 17mm (di cui non disponevo altrimento lo avrei fatto io..) per riprendere alcuni fix (fra cui se non ricordo male quello della sosta S2 il cui dado si svita a mano..) poichè, con l’andare degli anni, hanno perso il tiro.. (nulla di grave è un problema fisiologico di alcuni fix..).
Ripercorrendo L5 new (non da primo ma siamo tutti concordi nel dirlo), probabilmente il passo impegnativo posto poco sopra la sosta S4 deve essere abbassato di grado da 6a a 5c (forse anche grazie alle frequenti ripetizioni che hanno fatto sì che gli appigli siano molto più puliti e abrasivi rispetto alla prima volta), rimanendo comunque un 5c molto intenso ma di difficoltà inferiore rispetto al 6a del secondo tiro.
Viceversa, il tratto conclusivo di L5 new che sale il lato ovest dell’avancorpo posto a dx della sosta di servizio S5 (ora impiegata solo per le discese in doppia perciò non ci si ferma più salendo) presenta difficoltà maggiori del previsto (6a passo di 6b) poichè, il passaggio boulder strapiombante che sale a sx del caratteristico “becco” sporgente sul lato ovest dell’avancorpo, per motivi di sicurezza, DEVE essere affrontato senza avvalersi della fessura che divide il grande blocco di roccia posto sotto il “becco” sporgente a dx dell’ultimo spit…
Tale blocco del peso di qualche tonnellata.. essendo completamente staccato dal resto dall’avancorpo (fessura passante) e trattenuto solo da pochi cm di roccia che fanno da chiave di incastro sotto il “becco”, non sembrerebbe dare troppo affidamento…
Dalla sosta S5 di servizio, mantenendosi inizialmente più bassi sulla dx, è anche possibile salire l’avancorpo dal lato sud con difficoltà inferiori (5c nel tratto del muretto finale) seguendo gli ultimi spit di L4 del concatenamento -Genesi Atto Finale- .
Se si sceglie questa soluzione, una volta giunti sulla sommità piatta del genderme, sedendosi fra i due spit posizionati appena oltre bordo ed assicurandosi ad essi con la gambe a penzoloni nel vuoto e il viso rivolto verso valle è possibile assicurare il secondo di cordata con il reverso in vita rimanendo in una posizione decisamente comoda..
Nello schema della via che allego, riporto le modifiche concordate sui gradi che potrebbero tornare utili per i prossimi ripetitori della via
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Parlando invece degli aspetti ludici, sicuramente molto più gradevoli di quelli tecnici, ho avuto l’opportunità di salire la via con Lorenzo un giovane appassionato, condividendo l’emozione di una magnifica giornata autunnale in cui la Carra Saettiva ha dato il meglio di sè ispirando racconti che assomigliano più a delle poesie che a dei report di salite..
Sempre bello trascorrere una giornata con chi viene a conoscenza di un luogo per la prima volta e ne apprezza le stesse caratteristiche che un tempo mi fecero innamorare del posto..
Sabato quasi a sorpresa (sinceramente ce lo spettavamo molto più tardi) siamo stati raggiunti da Marco ma NON come verrebbe facile pensare su un sentiero di accesso o su una cengia intermedia raggiungibile da una via di fuga..
Marco ci ha raggiunti direttamente in parete, scalando!
Ha salito la via in “solo” autoassicurandosi e l’ultimo tiro si potrebbe dire addirittura in “free solo” poichè ha legato la corda alla sosta sottostante ma è arrivato fino in cima senza assicurarsi mentre io lo fotografavo.. Disarmante la sua calma e tranquillità dicendomi “si poteva fare era facile..”
Certamente facile dico io che probabilmente la via la conosco abbastanza bene.. ..ma la differenza è che per quanto sia facile, anche su un 4+, in “free solo” potrebbe non esserci margine di errore.. e questo fa la differenza..
Marco, il mio grande compagno di vie lunghe e nuove aperture, probabilmente ha fatto la prima assoluta di “Giochi di Primavera” in “solo” poichè ,che io sappia, non vi sono state altre salite documentate..