Carra Saettiva (Roc du Preve, settore dx) – Giochi di Primavera

Carra Saettiva (Roc du Preve, settore dx) – Giochi di Primavera
La gita

..alcune importanti precisazioni riguardo la chiodatura della nuova L5 di “Giochi di Primavera”..

Sono allibito.. ma potrebbe esserci una spiegazione (purtroppo)..

La nuova L5 che, per tutta una serie di motivazioni ampiamente spiegate nella descrizione dell’itinerario, va a sostituire il vecchio tracciato, è stata attrezzata a novembre del 2018 (in concomitanza con la realizzazione di “Genesi Atto Finale”) rispettando COME SEMPRE criteri di massima sicurezza sia nella scelta dei materiali che nel posizionamento delle protezioni (ad una corretta distanza) rispecchiando quanto già fatto all’epoca dell’apertura della via (primavera del 1990) quando ancora non c’era stato l’avvento dei fix inox (avevamo infatti utilizzato gli spit-rock).
E’ perciò con grande stupore che ora, leggendo le ultime recensioni, vengo a conoscenza di una situazione che NON rispecchia affatto (intendo come qualità di realizzazione) il lavoro svolto dal sottoscritto in occasione dell’apertura del nuovo tracciato della 5a lunghezza..
Chi mi conosce personalmente o ha letto le relazioni della varie vie che ho attrezzato nel tempo (a partire da “Polvere di Stelle” sul paretone del Furgon nel 1987), è al corrente del fatto che ho SEMPRE privilegiato l’aspetto sicurezza (lasciando da parte la mentalità da super eroi che spesso aleggia nel nostro ambiente..). tant’è che qui in Carra, le vie aperte fra l’89 e il 1992 con Renato Poy e Ivo Bronzino, sono state ripetute molte volte fino al termine del 2014 quando sono state richiodate, senza MAI riscontrare incidenti riconducibili a cedimenti di ancoraggi o a spittature troppo lunghe..
Al termine del 2014, in seguito ad un’attività di richiodatura dei tracciati originali (tra cui anche “Giochi di Primavera”) voluta da una persona influente del comune di Coazze alla quale va dato il merito di avere stanziato i fondi per far sì che alcuni membri del CAI di Coazze potessero svolgere tale attività.. sono stati rinnovati tutti i materiali in parete che ora, sono in acciaio inox A4.

Ritornando alla chiodatura della nuova L5, va detto che la modalità di realizzazione è stata la stessa di sempre ovvero le piastrine sono state posizionate nel modo più perpendicolare possibile alla parete (adattando eventualmente con il martello la superficie di appoggio nel caso le asperità della roccia potessero impedirne un appoggio “piatto”), realizzando inoltre, grazie al tipo di tecnologia innovativa impiegata (viti di fissaggio su pietra naturale), un solido bloccaggio delle stesse alla parete. Le viti di fissaggio su pietra naturale, essendo realizzate con un acciaio ad altissima resistenza proprio per potere “autofilettare” rocce dure come il gneiss-granitoide, sono in grado di sopportare forze di serraggio elevatissime e conseguentemente realizzare un forte bloccaggio del dispositivo di ancoraggio che certamente non muove!
Mi sembra perciò alquanto strano che su questa 5a lunghezza vi siano tutte le piastrine (o quasi) che ruotano e/o non sono appoggiate perpendicolarmente alla parete anche perché, quando avevo salito per la prima volta questa nuova lunghezza con Livio (dicembre 2018), tutte le piastrine parevano essere “saldate” alla parete comportandosi esattamente come in tutti gli altri posti dove abbiamo chiodato con la stessa tecnologia ..e in altri posti tali sono rimaste(“saldate”)!

Dato che proprio qui in Carra, alla fine del 2018, è capitato un fatto alquanto increscioso (documentato) ovvero è stata manomessa la sosta conclusiva (molto esposta) di “Genesi Atto Finale” lasciando la catena a penzoloni nel vuoto collegata ad un solo spit.. (sosta che abbiamo poi ripristinato riportandola nelle condizioni iniziali di sicurezza) ed una “persona” che mette volontariamente a repentaglio la vita altrui andando a manomettere una sosta, dovrebbe essere perseguita penalmente.. mi viene a questo punto il dubbio che la stessa “persona”, in modo subdolo, possa aver anche manomesso la chiodatura del nuovo tracciato L5 svitando le viti, (lasciando invece inalterate le altre lunghezze della stessa via..), al solo scopo di mettere in cattiva luce SOLO l’attività di mia competenza, successiva alla richiodatura del 2014..
Sebbene in montagna non ci siano responsabilità effettive su come viene attrezzata una via, in base a quanto sopra disconosco una chiodatura precaria e poco affidabile come quella descritta nelle ultime recensioni, assolutamente non rispondente alle caratteristiche iniziali di una chiodatura portata a termine secondo le migliori regole e positivamente testata durante la prima salita.
Nel caso dovesse succedere qualcosa di grave, non esiterò a denunciare quanto già accaduto in precedenza (manomissione della sosta di cui sopra, ecc.. ecc…) perciò, se qualcuno ha agito in modo scorretto, dovrebbe iniziare a preoccuparsi..
In ogni caso, provvederemo al più presto, non appena il meteo, le temperature e gli impegni lo permetteranno, a ripristinare la situazione come in origine (ri-avvitando le viti) e vedrete che gli spit NON si muoveranno più!

Alcune considerazioni relativamente al tracciato della nuova 5a lunghezza..
Dato che ogni via deve seguire una propria linea logica, come ampiamente descritto nella relazione, la nuova 5a lunghezza è stata attrezzata con l’intento di seguire il naturale proseguimento della via avendo individuato durante una ripetizione del 2016, il punto debole che permetteva di proseguire dritti oltre la sosta S4 superarando in libera il soprastante tetto.
Nella primavera del 1990, data in cui avevamo aperto la via, non ci eravamo resi conto di questa possibilità e con un significativo traverso a dx eravamo andati a cercare un punto debole sull’estremità destra del tetto superabile grazie a delle rocce accatastate che permettono di raggiungerne il bordo che in quel tratto assomiglia ad una sorta di sperone sospeso..
Sebbene spostandoci sulla dx avessimo trovato il punto che ci permetteva di proseguire, di fatto eravamo andati a violare un’altra linea logica che idealmente (allora non c’era nulla) sarebbe appartenuta ad un’altra via,o meglio ad un concatenamento di vie che ora c’è e nel tratto finale (mai salito in precedenza, lo abbiamo aperto a marzo del 2019) assume il nome di “Genesi Atto Finale”.
“Genesi Atto Finale” pensiamo debba anche essere il nome del concatenamento di vie poste in sequenza verticale, a partire da “Genesi dello Spettacolo” (aperta nel 1992 e ri-spittata nel 2014) che attacca dal grande avancorpo basale del Roc du Preve e con un nuovo tratto aggiuntivo della 2a lunghezza (attrezzato sempre a marzo 2019) va a raccordarsi con la “Eligio Manno” dalla quale si perviene a “Genesi atto Finale” passando per l’ex 5° tiro dismesso di “Giochi di Primavera” che è la naturale logica continuazione della “Eligio Manno”.
“Eligio Manno” (aperta dai f.lli Tosco nel 1978 e ri-chiodata nel 2014) attacca dall’ampia terrazza erbosa posta sopra il grande avancorpo basale e termina a metà parete, fermandosi sotto lo “sperone sospeso” dove passava l’ex 5° tiro di “Giochi di Primavera” ora facente parte di “Genesi Atto Finale” come 4a lunghezza del concatenamento..
Il concatenamento qui sommariamente descritto, presenta uno sviluppo verticale complessivo di 210 mt. ed è attualmente la via più lunga della Carra Saettiva.

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