- Accesso stradale
- Spiazzi per qualche macchina prima e dopo il ponticello
Via percorsa in Free solo a vista.
L’accesso in macchina è descritto in modo scarno ma efficace, è dura sbagliarsi; in generale, se si passa il cartello di Rossiglione vuol dire che si ha mancato la deviazione.
Per l’avvicinamento, onestamente non l’ho trovato né all’andata, né a ritorno: all’ andata ho seguito un percorso che inizialmente sembrava battuto fino a 50mt di dislivello sotto la Rocca; da lì ho ravanato e sono sbucato più o meno alla fine del terzo tiro qua descritto, da dove sono sceso arrampicando in discesa e, girando un po’attorno alla Cresta, ho trovato l’attacco in corrispondenza di una fessura un po’sporca sormontata da un diedro. Sicuramente non è l’accesso corretto, non seguirlo.
L’attacco non è segnalato in alcun modo, si vedono però 2 spit in alto nel diedro.
Cercherò di descrivere i tiri per quello che ho trovato, essendo che la Via non è logicissima perché gira molto a cercare le difficoltà della Cresta, e su alcuni tiri non mi sono ritrovato.
– L1: si rimonta la fessura muschiosa con difficoltà attorno al IV, a metà si tramuta in bel diedro con un passo di V su ribaltamento (spit – chiodo – spit) ad uscire in corrispondenza di un piccolissimo alberello, poi di nuovo un passo di V per uscire da un breve strapiombino verso dx. Qui, poco sopra, si trova una sosta nuova con catena e anello.
– L2: lunghezza poco logica, si traversa tutto a dx per una 10ina di metri fino sotto un muretto che, se proprio preso dritto per dritto, potrebbe arrivare ad essere V, ma oggettivamente si può facilmente girare per balzi di IV; sopra di questo, si troverà un cavo metallico. Seguirlo verso dx e rimontare l’evidente paretina di III/+ fino a portarsi sotto all’evidente “candela” (non ho trovato soste attrezzate né protezioni lungo il tiro)
– L3: si sale il gendarme ben manigliato andando ascendendo verso dx e facendo gli ultimi passi sullo spigolo: così facendo si sta dentro il V. Dalla cima si arrampica facilmente in discesa fino alla base dall’altra parte e si scende brevemente in costa a sx, fin sotto un diedro (tiro senza sosta e protezioni)
– L4: si sale il diedro sprotetto con passi, a parer mio, di V, dopodiché si prosegue per balze fino ad una sosta con catena ed anello.
– L5: si prosegue per facili balze usando un po’le mani; sono presenti più soste con catena e anello lungo il percorso
– L6: forse il tiro più confusionario della via, dato che non si capisce bene quando e quanto bisogni scendere per trovare il citato diedro, e dato che comunque si può continuare in cresta per facili balze fino al torrione successivo. Io nel dubbio comunque ho sbagliato, sono sceso a dx e ho rimontato qualcosa sul IV per tornare sotto al torrione successivo. (Sosta con anello, no protezioni)
– L7: si ignora la bella parete di fronte, comunque percorsa da qualcosa visti i vecchi chiodi da roccia infissi, e ci si porta a dx, dove un bel diedro con passo.di V in partenza e successivamente movimenti di IV portano in cima al torrione ed altri passi di III in discesa portano alla base del penultimo torrione (sosta con anello, no protezioni)
– L8: si sale con passi di III+/IV ascendendo verso dx fino in cima al torrione, dopodiché si scende dall’altro lato con passaggio di III in discesa (soste con anello, no protezioni)
– L9: si attacca l’ultimo torrione per un’evidentissima grossa fessura ben presata con passi di V/V+ fino alla Croce di Vetta (sosta sulla croce, non ricordo se ci fosse anche una sosta con catena e anello in onestà
Per la discesa, si segue brevemente in avanti fino ad una sosta con catena e anello per calarsi e da lì di arrampica in discesa con passi i III/+ (o ci si cala) fino a sbucare nei sottostanti boschi.
Per il rientro, si segue il profilo della rocca e in una 10ina di minuti si è di nuovo all’attacco della via; io il sentiero di ritorno non l’ho trovato nemmeno ora, mi sono portato sul letto secco del Torrente e l’ho seguito fino alla strada, da dove in 2 minuti ero di nuovo all’auto.
Molto curioso di sapere se la mia possa essere la prima ripetizione della Cresta integrale in free solo… in ogni caso, la Via è molto discontinua, a tratti decisamente poco logica e che cerca fin troppo le difficoltà, soprattutto nei primi tiri; la salva il fatto che gli ultimi 3 torrioni sono proprio estetici e belli da arrampicare! In cima c’è un bellissimo libro di Vetta che prende i pensieri di chi passa dal 1990 (!)