- Accesso stradale
- Parcheggio ottimo, molte fontane lungo la strada.
Punto di appoggio Rifugio Carè Alto. Sentiero di avvicinamento fatto al buio con frontale, spesso la sensazione era quella di non essere sul sentiero, in qualche modo siamo arrivati al nevaio prima dell’ attacco, qualche bollo rosso in più visto il recente aggiornamento non avrebbe guastato. Stessa cosa per le vie, sia la Cerana che la Normale certe volte bisognava cercare la strada giusta. Tanti anelli nuovi, alcuni inutili, sarebbero serviti di più dei bolli rossi.
In discesa dalla normale dopo bollo rosso si nota una freccia che manda dentro una finestra in cemento, noi non l’ abbiamo seguita alla fine, aggirando la roccia a destra risulta meno difficile la discesa.
Corda da 50m per le calata, è sufficiente per farla in un’ unica.
In discesa dalla normale qualche crepaccetto, finito il ghiacciaio girare leggermente a sinistra per scendere costeggiando il fiumiciattolo alimentato dallo scioglimento
Roccia spettacolare ottimo grip, che aiuta anche nella discesa lungo la normale dopo il ghiacciaio, noi abbiamo impiegato 4 ore per salire, spesso in conserva, e altrettante per la discesa, 2 ore il sentiero dal rifugio al Pian della Sega. Disponibile grazie al gestore trasporto zaino tramite teleferica rifugio.
Ramponi necessari sia per avvicinamento che per primo pezzo di discesa dopo calata.
Ottimo tutto il personale del Rifugio Dante Ongari al Carè Alto, molto gentile e disponibile, ci ha preparato un’ ottima colazione alle 3.30 la mattina, assolutamente non scontato.
Segnale telefonico presente!