Capitel d’Orsa – Del Luce

Capitel d’Orsa – Del Luce
La gita
gipeto
3 21/02/2026
Accesso stradale
brentino

Un paio di parcheggi nel punto indicato sulla relazione, prima di quello spiazzo ce ne sono un altro paio poco più in basso che allungano di poco l’avvicinamento qualora il parcheggio più alto fosse pieno. Seguendo il sentiero che si stacca dalla trada in corrispondenza della palina una traccia poco visibile si stacca a sinistra in direzione di un traliccio. Noi siamo arrivati a questo bivio in circa dieci minuti di percorrenza del sentiero. Il bivio è poco visibile, ma è in corrispondenza di un piccolo spiazzo erboso dal quale si vede chiaramente il traliccio. Nonostante il sentiero prosegua apparentemente in direzione della parete, bisogna girare a sinistra seguendo una vaga traccia in piano a mezzacosta. Abbiamo aggiunto un ometto incastrato in un albero per marcare il bivio (vedi foto). Arrivati in prossimità del pilone bisogna raggiungerlo risalendo un ripido tratto con traccia sempre poco visibile. Arrivati al pilone si costeggia la condotta poco distante fino quasi alla parete. Giunti in prossimità dalla parete si gira a sinistra (ometto presente ad oggi) e si costeggia la parete per una cinquantina di metri fino a vedere una targhetta con il numero 7, accando alla scritta col nome della via.

Abbiamo percorso la via due giorni dopo un’abbondante pioggia, la via era quasi completamente asciutta, scalabile senza problemi. Giornata soleggiata, temperature piacevoli.

Sufficienti 12/14 rinvii, a seconda di quanto si integra. L5 è il tiro in cui se ne impiegano di più.

Sulla via numerosi cordoni totalmente inaffidabili e cotti dal sole, volendo sarebbe bello sostituirli se si ha la possibilità. Gli spit invece sono in buone o ottime condizioni. Le soste su spit sono da collegare, alcune sono su albero.

Il passaggio più impegnativo per noi è stato su L5 che alcune relazioni indicano come diedrino ma che a nostro avviso del diedro non ha nulla, è una placca fessurata un po’ sbilanciante ma giusta comunque per il grado.

L1+L2 concatenati, passo boulderoso alla partenza ben protetto. Si prosegue in netto traverso a sx seguendo una sequenza di cordoni su alberi e uno su clessidra, fino ad individuare un poco visibile spit su una placca che sale in verticale (volendo integrabile) fino a passare in mezzo a due alberi/cespugli arrivando alla sosta su due spit da collegare. Circa 40m concatenando, tiri poco entusiasmanti, li considererei più come avvicinamento, mentalmente.

L3 Traverso netto a dx, 3 spit, 15m, fino alla base di un evidente diedro fessurato. A metà di questo tiro si stacca verticalmente la via pirata samu, in questo caso da non seguire, andare sempre in traverso a destra.

L4 30m spittato un po’ lungo ma molto scalabile e divertente, integrabile soprattutto nella prima parte. Si segue la lama, poi traversino a sx, poi in verticale in corrispondenza di un bombè che si aggira a sinistra. Arrivando alla sosta (su albero, vecchi cordoni ed anello arrugginito) la risalita sul terrazzino è molto spiacevole in quando terroso e sporco e ripido. C’è un cordone pensato per essere tirato ma ormai in condizioni tremende di cui non bisogna assolutamente fidarsi, consiglierei di proteggere la placca immediatamente prima (cordone marcio ad oggi) perchè la risalita sul terrazzino è molto malsicura.

L5 lunga, integrabile, discontinua, con alcuni passi complicati. Noi abbiamo sostato in corrispondenza di due clessidre con cordoni marci integrabili con friend, nel caso portare cordini apribili da mettere nelle clessidre (non facili da infilare). Roccia a tratti molto bella. 45m abbondanti.

L6 roccia molto bella e arrampicata piacevole, 30m, spittata abbastanza lunga, molto integrabile con friend e nut. Verticale, aggiramento dello spigolo uscendo a sinistra, ancora placca in verticale, sosta su due spit leggermente a destra.

L7 Diedro verso sinistra e poi in verticale su roccia super, conviene ignorare la sosta su spit e catena e risalire fino ad un albero o numerosi massi e spuntoni.

Discesa: di continua a salire (placchette metalliche) leggermente a destra viso a monte, si segue la condotta in salita e in 10 minuti si incrocia al sentiero che indiscesa riporta alla strada e al parcheggio.

Abbiamo trovato la via molto vegetata terrosa e con ancora molti punti di roccia fragile e/o instabile, probabilmente per le poche ripetizioni. 3/4 volte lungo la via ci sono rimaste in mano delle tacche, una volta con tanto di spiacevole volo, fortunatamente da secondo, ma su lame di roccia molto affilate che comune una tibia l’hanno affettata. Alcuni tratti sono molto belli da scalare con roccia a tratti anche eccellente, ma in praticamente ogni tiro c’è da fare qualche passo su terra o arbusti o piante.
La chiodatura e le protezioni in effetti danno alla via un che di alpinistico. L’ambiente è piacevole e isolato nonostante l’avvicinamento, col bel santuario sulla sinistra, però sappiate a sinistra la superstrada è sempre visibile e soprattutto udibile.
Se ci si focalizza su tratti buoni, la via è anche molto piacevole e scalabile, se non si sopportano i tiri discontinui, forse meglio sceglierne un’altra.

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