- Accesso stradale
- Strada a tratti un po' gelata oltre Saint Jean. Parcheggio a Staffal € 8 per la giornata (parchimetri).
- Osservazioni
- Nessuno
- Neve (parte superiore gita)
- Crosta da vento/sastrugi
- Neve (parte inferiore gita)
- Crosta da rigelo portante
- Quota neve m
- 1300
Impianti aperti quindi non avevo scelta, cabinovia e partenza dal Gabiet. Dal Gabiet al passo partendo non troppo tardi (prima salita 8.45) si sale quasi per intero in ombra quindi la traccia fresata dal gatto tiene molto bene, sono salito col solo scarponcino. Dal passo mi sono diretto verso il Corno e all’altezza della statua dello stambecco ho messo le ciaspole. Dal passo alla vetta non c’era traccia. C’è molto accumulo di neve ventata, in alcuni punti, nonostante le ciaspole, si sfonda 35/40cm ma dopo il primo breve tratto in falsopiano, iniziando la vera e propria salita verso la cima, la situazione migliora, ci sono diversi tratti sfruttabili con ottima crosta da vento portante che necessita almeno dei ramponcini; data comunque l’alternanza con tratti ventati e sfondosi io ho tenuto le ciaspole, idem per la discesa fino alla statua, poi di nuovo scarponcino fino al Gabiet su neve più scivolosa ma non problematica.
Con gli impianti aperti questa salita non è il massimo per chi ama guadagnarsi la cima con fatica; il poco dislivello, l’altrettanto poco sviluppo e il “rumore” del turismo invernale smussano parecchio il fascino di un ambiente molto invitante. Oggi i -9° in partenza con “gradevole” brezzolina hanno quantomeno aiutato a bruciare qualche caloria in più.
Sempre con “saggia” valutazione delle condizioni il Corno del Camoscio resta tendenzialmente un 3000 invernale sicuro e una volta in punta si riesce a distanziarsi abbastanza dal “rumore” per apprezzare i panorami; oggi erano notevoli!
Naturale pienone ai Salati di sciatori e scialpinisti. Nessuno in punta e pochi ciaspolatori tra Gabiet e Salati.