Camosci (Punta dei) da Riale per il Vallone di Nefelgiù e la porta del ghiacciaio di Bann

Camosci (Punta dei) da Riale per il Vallone di Nefelgiù e la porta del ghiacciaio di Bann
La gita
larix66
5 09/02/2020
Quota neve m
1600
Equipaggiamento
Scialpinistica

Giornata e ambiente spettacolari. Da Riale raggiungiamo i pendii sopra il Lago di Morasco e individuiamo la strada che da Furculti porta all’Alpe Nefelgiù; la sagoma della carrozzabile si confonde ben presto nell’abbondante innevamento del pendio, il cui attraversamento si rivela ostico; la neve, pur abbondante, è stabile ma si incontrano costolature rigelate, residui delle valanghe che hanno interessato la zona, che richiedono prudenza vista l’esposizione a picco sull’invaso di Morasco. Giunti finalmente nell’ampio vallone notiamo subito il canale da risalire, che una volta visto da vicino sembra decisamente più abbordabile di come appariva a prima vista. Saliamo a piedi il primo tratto incassato, su neve polverosa indurita; un tratto intermedio meno ripido consentirebbe la salita sci ai piedi ma una ulteriore rampa richiede nuovamente la progressione pedestre. Ramponi utili ma piccozza non necessaria. A monte del canale il pendio si allarga; uno strato di neve recente di una ventina di centimetri preannuncia una sciata di qualità. Raggiungiamo infine ciò che rimane del Ghiacciaio di Ban: una conca innevata abbastanza profonda ospitante un laghetto, attorniata da una cornice spettacolare di cime tra cui la nostra meta, a cui decidiamo di rinunciare vista l’ora. Iniziamo quindi la discesa su ottima polvere; ci immettiamo nel canale che con le condizioni attuali si percorre agevolmente sci ai piedi. L’ultimo tratto più stretto si può evitare uscendo a sinistra sul pendio ampio ma molto più ripido; qui la neve si mostra già scaricata e lavorata dal sole, percorribile in sicurezza nonostante la notevole pendenza. Riattraversiamo con qualche spinta il piatto vallone di Nefelgiù; scartata l’ipotesi di ripellare alzandoci verso l’itinerario dei Corni di Nefelgiù, decidiamo invece di affrontare nuovamente il lungo traverso del’andata, più o meno con le stesse difficoltà ma decisamente più sbrigativo. La successiva discesa verso Riale offre un’ampia scelta di pendii più o meno ripidi con neve in via di trasformazione, molto divertente da sciare, degna conclusione di una gita impegnativa e ben riuscita nonostante la rinuncia alla vetta.

Gita in compagnia di Davide, Fulvio, Gallo, Max e Nicola.

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