- Accesso stradale
- Dughera
Bellissima ed impegnativa, su una parete magnifica. L’avvicinamento purtroppo è orribile, specialmente in primavera in cui la vegetazione invade il sentiero, con abbondanti zecche e ortiche.
Dopo aver seguito il sentiero 242 cai e aver individuato i triangoli gialli su placchette metalliche che si staccano sulla destra, il sentiero continua non molto visibile per una ventina di minuti. A questo punto è fondamentale sapere che la grande parete è grosso modo suddivisa in due settori, destro e sinistro. Quello destro più verticale e imponente, quello sinistro un po’ più accomodante. Questi due grandi settori sono divisi da una gengiva vegetata che si nota seguendo il sentiero quando ci si trova a poche decine di metri dalle pareti, che si iniziano a vedere chiaramente. Se si prosegue verso destra lasciandosi questa gengiva vegetata sulla sinistra, si arriva all’attacco di Macarena, Eretica, Margherita va da Dolcino, Superskippy. Per raggiungere l’attacco di Viva dolcino bisogna invece risalire la gengiva con ampi zigzag, individuando ogni tanto dei rari bolli gialli. Su un albero vicino al sentiero una targhetta metallica poco visibile indica “Attacco di W Dolcino”, ma da lì bisogna comunque un po’ inventarsela. Proprio in cima alla gengiva vegetata, su un evidente spigolo un po’ appoggiato, attacca la via Viva Dolcino senza nome nè targhetta alla base, ma con molti spit già ben visibili.
Le lunghezze dal 6a in su sono spittate quasi da falesia (massimo 2/3m), e i passi sono sempre tutti da fare prima di rinviare. Le lunghezze sotto al 6a sono spittate ben più lunghe con runout anche fino a 5/6m. Noi abbiamo usato qualche friend e nut, anche se la roccia in generale non è molto proteggibile.
Chiodatura in ottimo stato, soste collegate da cordoni completamente marci, e non predisposte per la calata. Ci si può calare per altre vie a partire dall’ultima sosta, ma noi abbiamo preferito uscire in cima al pian dei Gazzari (pochi metri sopra all’ultima sosta c’è un bel pianoro). Per lo meno così si evita di dover ripercorrere l’ultima parte (la peggiore) dell’avvicinamento, nonostante anche la discesa per sentiero sia piuttosto lunga, ravanosa e ricca di vegetazione.
I tiri sono tutti bellissimi, tendenzialmente il duro è più fisico o tecnico sul verticale, e sono pochi i passi duri di aderenza.
Il traverso di L5 è psicologico e comunque delicato in un paio di passi per cui 5a a nostro parere è stretto.
L6 sale leggermente a destra per qualche rinvio, per poi traversare a sinistra lungo una placca obliqua inclinata ed esposta, da lì in verticale fino alla sosta. A volte gli spit della via Incanta Serpenti che corre a sinistra possono trarre in inganno.
L8 verso la fine fare attenzione perchè si notano due soste, una a sinistra e una a destra, quella corretta (e più conveniente) è quella a destra