Budden (Colle) e Bivacco Paolucci dalla Diga di Place Moulin

Budden (Colle) e Bivacco Paolucci dalla Diga di Place Moulin
La gita
sensacugnisiun
3 10.07.2016

Sviluppo molto lungo ripagato dall’ambiente superlativo della parte alta, non un’anima in giro, avvicinamento in mtb che dà una bella mano soprattutto al rientro. Raggiunto l’ingresso del canale per il bivacco ma non il colle per nubi incombenti sulle creste e ora un pò tarda col timore che le nebbie scendessero a disturbare la visibilità per il rientro (e qui non è il caso!). Accesso al ghiacciaio seguendo per la Tete de Roeses, ma senza raggiungerla. Dal grande ometto visibile in cresta, punto di riferimento e passaggio obbligato per la Tete, scavalcata la crestina si esce su un pendio detritico, quindi un canalino ora ben innevato porta al grande ripiano dove inizia il ghiacciaio (ometto ben visibile). Qui si ha a sinistra la Tete de Roeses e davanti, poggiando a destra, i pendii che portano sotto al Budden. Salita inizialmente diretta con un tratto ripido per evitare una zona crepacciata e ghiaccio che a tratti inizia a scoprirsi, quindi traverso a destra quasi in piano puntando uno sperone roccioso scuro discendente dalla Guin, che si contorna e porta ai pendii più aperti del canale verso il Paoluccio. Condizioni ottime da questo lato del ghiacciaio, salita rapida su neve ben portante ammorbidita solo per pochi centimetri grazie alla scarsa insolazione. Viste le nubi sulle creste retrofront ma dovuta visita al bivacco Tete de Roeses raggiunto con un lungo traverso cercando di perdere meno quota possibile, un breve passaggio sotto la seraccata delle G. Murailles, la discesa al colletto e la breve crestina rocciosa. Ghiacciaio mooolto più tormentato verso Dent d’Herens e Cors.
Discesa ormai nota verso il canalino, il grande ometto e la pietraia fino alla morena.
Segnalo che verso la Tete de Roeses, superato il guado sotto il ghiacciaio e la morena, attualmente ci sono diversi nevai che forse coprono tracce ed i pochi bolli gialli paiono invitare ad una traversata orizzontale, conviene invece puntare dritto all’ometto ben visibile in alto a sinistra. Non ho visto tacche o ometti in questo tratto ed il terreno è vario tra cenge erbose bagnate, pietraia, detrito franoso, presso l’ometto tornano i bolli e ci sono un paio di passaggi di II (bagnato, occhio).
Visibilità ottima e nubi che si son mantenute ben alte nel rientro verso Bellatsa, porre attenzione a centrare un paio di tratti chiave che facilitano il percorso, in particolare un passaggio roccioso che finisce su un piccolo nevaio.
Itinerario meno diretto che dalla Gran Tete de Bellatsa ma che propone scorci grandiosi nella zona presso il bivacco Tete de Roeses.
Gran gitone e netti contrasti tra l’isolamento delle 11h A-R e l’affollamento pomeridiano del lungo lago. Pare che ormai l’avvicinamento all’Aosta in mtb sia giustamente consuetudine, bici legate ovunque tra Prarayer e poco oltre.. slaut!

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