- Accesso stradale
- Park a Cervinia, lasciata una macchina dalla cava
- Osservazioni
- Nessuno
- Neve (parte superiore gita)
- Primaverile/trasformata
- Neve (parte inferiore gita)
- Bagnata
- Quota neve m
- 2200
- Equipaggiamento
- Scialpinistica
- Traccia GPX
Effettuato il giro in 3 giorni in senso antiorario. aggiungo alcuni nostri commenti ad ogni giorno sperando possano essere utili, in quanto le condizioni della neve attuale (poca) e dei ghiacciai (secchi) ne hanno modificato la fattibilità rendendolo, a mio avviso, un po’ più tecnico ed impegnativo.
Giorno 1
Se si vogliono risalire le piste di Cervinia per essere duri ei puri come abbiamo fatto noi bisogna partire molto presto perché poi il viaggio dal colle del Teodulo allo Schonbielhutte è ancora lungo.
Una volta sulle piste verso Zermatt consiglierei, in caso di poca neve come in questi giorni, di evitare il giro largo verso sinistra e scendere direttamente fino al Furg e ripellare per 150mt per arrivare allo Schwarzsee (noi ci abbiamo provato ma alla fine abbiamo ripellato lo stesso)
Da li si scia finchè si può verso l’inizio dello Zmuttgletscher che attualmente è abbastanza malconcio e pericoloso vista la scarica di pietre che volavano giù dalla parete nord del Cervino. Al momento in cui l’abbiamo fatto la strada migliore per arrivare al rifugio sarebbe stata seguire il sentiero estivo che passa alto sopra la morena che conduce direttamente allo Schonbiel. Noi ovviamente non lo sapevamo e abbiamo fatto il giro invernale che passa in basso con itinerario molto più lungo e disagevole. Consiglio di chiamare il rifugio e farsi dare le indicazioni migliori per raggiugerlo in quel momento, io ci ho provato ma non mi hanno mai risposto, bisogna insistere! alla fine il primo giorno con alcune valutazioni sbagliate e un po’ di errori di percorso sono stati 2300D+ e 31km).
Giorno 2
Come da relazione scendiamo dal rifugio facendo il giro largo di tutta la morena e riusciamo a trovare la strada migliore per ricongiungersi alla traccia di salita lungo il ghiacciaio con una vista stupenda sulla nord del Cervino e della Dent D’ Herens. Siamo saliti senza problemi fino al colle di Valpelline e da li alla vetta della Tete Blanche con una breve deviazione di 200D+. In alternativa si può fare la Tete di Valpelline che è proprio di fronte e poco più lunga (300D+). A quel punto convinti di essere “arrivati” in cima e potere scendere in poco tempo fino a valle ci siamo accorti che proprio così non era. Il dislivello per arrivare al Col du Mont Brule è almeno 150D+ e la discesa succesiva ha richiesto attenzione: infatti l’individuazione del canale corretto è risultata complessa, a causa della pendenza e dell’assenza di neve nella parte finale. In questo tratto sono stati indispensabili piccozza e ramponi. Arrivati nuovamente su ghiacciao con l’Eveque ed il Mont Collon di fronte scendiamo su bel firn fino alla Virgie che aggiriamo e qui nuovamente ci aspetta un lungo sviluppo (2km) e altri 200 metri dislivello per arrivare al Colle Collon. Poi finalmente è arrivata la lunga discesa passando sotto il Nacamuli e scendendo il vallone d’Oren con neve trasformata ancora ben sciabile. A quota 2200 abbiamo tolto gli sci. 20 minuti di cammino e poi stupenda birra fresca al sole sulla terrazza del Prarayer che dopo una notte in svizzera sembra un hotel 5 stelle, bravi!! (complessivamente 31km e 1750D+)
Giorno 3
Partenza ore 6 dal Prarayer verso colle di Bella Tsa. Vista la poca neve dobbiamo portarci in spalla gli sci con qualche togli e metti fino a quota 2400 per poi proseguire come da relazione nel vallone di bella Tsa. La salita alterna alcuni brevi tratti più ripidi da effettuare con rampant o ramponi a seconda delle condizioni a parti più ampie e scorrevoli. Dal colle non c’è abbastanza neve e quindi si affronta un tratto roccioso in discesa verso Voffredo, seguito da una breve risalita ed un traverso esposto che abbiamo effettuato con sci a spalla e ramponi per maggiore sicurezza. A questo punto non ci rimangono che gli ultimi veri 100meri di ripello per il colle di Vofredo (di cui l’ultimo tratto molto ripido). Arriviamo quindi contenti e soddisfatti sull’ultimo colle del giro pronti per la bellissima (e comunque sempre impegnativa) discesa verso Cervinia. Essendo esposta ad est la neve è già molle ma comunque riusciamo a fare una bella sciata. Unica attenzione stare sempre sulla sinistra, i canali di destra hanno salti di rocce che è meglio evitare (e comunque anche questo giorno 1300D+ 12,5km e tantissimi cambi di assetto).
Che dire, un giro meraviglioso, immerso in un ambiente alpino di straordinaria bellezza, soprattutto la parte alta dei ghiacciai del secondo giorno. Il primo giorno un po’ “rovinato” dalla presenza degli impianti ma comunque sempre molto spettacolare, con vista a 180° del cervino sempre imponente davanti agli occhi e di tantissimi altri 4000 svizzeri e italiani che spuntano da tutte le parti. Il terzo giorno, in Valpelline, si distingue invece per l’ambiente più severo e isolato. Insomma un itinerario molto vario e mai banale affrontato con 5 fantastici compagni di viaggio di cui due praticamente alla loro prima scialpinistica della stagione (non so come abbiano fatto!!!). con Davide, Enrica, Gianmario e Leandro
Allego la traccia ma attenzione a fare le vostre valutazioni in base alle condizioni della neve, soprattutto il percorso del primo giorno non è da seguire nel tratto per arrivare allo Schonbiellhutte.