- Accesso stradale
- RAS
Probabilmente abbiamo preso il filo di cresta un po’ più a ovest del punto suggerito da Parodi, seguendo un invitante sperone che poi ci ha costretto ad improvvisare una calata. In ogni caso fino alla croce a parte qualche passo “boulderoso” l’unica difficoltà è evitare di salire torrioncini poi difficili da scendere… dopo la croce c’è un lungo tratto facile, a cui segue “il bello”… l’attrezzatura trovata (golfari uniti da cavi d’acciaio), apparentemente recente (nessuno la cita), suggeriscono l’idea che sia stata messa per superare i tratti duri “in libera” senza materiale alpinistico. In realtà proprio il passaggio chiave presenta il cavo troppo lasco e il tassello del primo golfaro mezzo fuori dalla roccia… a mio avviso erano meglio degli spit… in ogni caso, anche aggirando solo le cose inutili, senza evitare le difficoltà non aggirabili, la traversata prende il suo bel tempo, a meno di farla slegati. Noi ci siamo mossi a corda tesa, con microtiri nei passi più impegnativi, un paio di doppie, usando una mezza corda da 30m e qualche rinvio dove ci sono i golfari. Altrove gli spuntoni sono più sufficienti. Assolutamente sconsigliato farla in periodo vegetativo, anche così (senza foglia) ci sono molti arbusti che rompono…