via spaziale in ambiente grandioso.per il resto tutto è bene spiegato nell’itinerario anche il materiale utile. noi abbiamo usato una serie di friends BD e circa 10 rinvii più le soste.
la giornata parte male.sul ponte del sale l’ivo the barbarian si ricorda di aver lasciato le punte del trapano sul comodino a fianco del guanciale dove le teneva al sicuro e le coccolava anche un pò.percui si parte con una buona mezz’ora di ritardo. poco male perché il gap ci da la possibilità(almeno per me) di lasciare la frontale in macchina. al Pian della Casa il cielo è grigio e minaccioso. man mano che si sale le nuvole diradano e si spostano fino a lasciare la nostra meta sotto un bel cielo azzurro.il che lascia anche la possibilità di scattare la foto su cui tracceremo l’itinerario. il sentiero sale veloce fino alla base della Torre Vittorina. dove accarezzati dalle nubi che salgono dalla pianura ci accingiamo a prepararci. da qui in poi solo uno splendido granito si trova tra noi ed il cielo.si sale regolari alternandoci alla guida. osserviamo dove mettere gli ultimi spit e a come gradare regolarmente i tiri. in men che non si dica siamo sulla vetta della torre.ad ogni sosta appendiamo una catena che sistemeremo poi in discesa in modo che lo zaino che ci portiamo dietro lasci un pò di peso. discendiamo pochi metri dalla guglia e per facile cengia balconata arriviamo alla Forcellina che fa da base ad uno splendido muro articolato. saliamo e anche questa sezione ci lascia arrivare goduti in cima alla via. da qui alla vetta una facile cresta di stampo old school ma non per noi che dobbiamo sistemare le calate e provarle.giusto un paio di gocce toccano i caschi e mentre la gopro si scarica il vento ci fa volare le corde come le vele del bounty. una doppia dopo l’altra arriviamo senza intoppi alla base dove nessun camoscio ci ha rubato la merenda. piacevolmente scendiamo alla macchina su quel sentiero spettacolo che piano piano rientra nelle nebbie che stazionano sul fondo della conca.
La giornata si conclude con un’ottima birra a Terme di Valdieri. la via io la consiglio caldamente, non solo perché c’è anche un pochissimo del mio zampino. ma perché il grande Ivo ha nuovamente saputo rendere giustizia ad un angolo delle marittime che viene frequentato ormai da soli escursionisti. merita scalare qui perché l’avvicinamento è bello e non pesa. perché il posto è bello da paura e volendo se ti porti il sacco a pelo e dormi al Guiglia poi scali un altra via su quel granito che non fa invidiare il monte bianco.
grazie ad ivo. e grazie a madre natura.