Ferrata tecnica, bella ma che richiede notevole sforzo fisico.
Durata procedendo con calma min 2 ore.
La quantità di scalini e appigli artificali è modesta e posizionata davvero solo dove è necessario (come specificato dal costruttore).
L’ambiente è quello silenzioso e severo di una nascosta piccola valle delle Alpi Piemontesi.
Personalmente non la considererei un D- ma un qualcosa di più, tipo D o D+: infatti tenedo a mente che il cavo metallico NON E’ uno strumento di progressione ma solo di sicurezza, in certi punti diventa molto arduo salire utilizzando solo scalini e intagli della roccia.
Presenti molti licheni e fogliame (specie nel tratto alto).
Unica PECCA: il sentiero di discesa.
=> chiedo per favore se CHI VI E’ STATO e L’HA PERCORSO potesse specificare il punto ove tale sentiero attrezzato inizia. Grazie
Personale esperienza:
_Seguendo i bollini blu ci si inoltra in un bosco subito dopo il termine della ferrata sulla destra; si prosegue a mezza costa per poi sbucare sul bordo di un versante a strapiombo (suppongo quello delle varie vie chiodate da Michelin et al.); i bollini blu ci conducono nuovamente in un bosco e ancora per un traverso piccolo, dopodichè si arriva in un bosco di castagni ove ho visto l’ultimo bollino blu. A questo punto però credo che si è ormai lontani dal sentiero di discesa attrezzato (troppo bassi, ormai alle spalle anche del settore di arrampicata “Deltaplano” in quanto tale sentiero attrezzato deve condurre alla parete dei monotiri). Chiunque si trovasse a questo punto può proseguire seguendo tracce di sentiero verso fondo valle per giungere sul Chisone, in un punto facilmente guadabile, all’altezza dell’allevamento trote.