- Accesso stradale
- si parcheggia l'auto comodamente in piazza del Mulino (foto 1) a Roure (TO)
AVVICINAMENTO:
si parcheggia comodamente in piazza del Mulino (foto 1), dove è presente una fontanella e una panetteria dove fanno dei dolci con marmellata buonissimi! Mi Raccomando fermatevi al ritorno dalla via, per festeggiare la grande scalata! Risalendo la strada a piedi si troverà sulla sinistra una piccola via che occorre imboccare per giungere al sentiero che ci condurrà alle due Falesie (Via 5 lunghi anni e Via Sperone Belvedere) Avvicinamento di circa 15 minuti. Alla fontanella consiglio di bere molta acqua per idratarvi (foto 2). Primo tratto del sentiero pavimentato in leggera salita, poi si prosegue in terreno battuto, arrivati al ponticello del torrente (foto 3), si prosegue a piedi in salita per una ventina di metri seguendo sempre la stradina sterrata (foto 4). Qui occorre abbandonare il sentiero, fate attenzione sulla destra troverete infatti un varco che da accesso ad un prato e sullo sfondo vedrete un bosco (v. foto 5 e 6). All’entrata del varco troverete dei massi alla base di alcuni alberelli con segni blu che indicano la direzione da prendere. Attraversate il prato sino a entrare nel bosco, dove troverete un sentiero (v. foto 7). Risalendo la stradina nel bosco (che costeggia a destra una grande massicciata), si giunge all’ingresso dell’ultimo sentiero che ci condurrà alla Via “5 lunghi anni” e alla via “Sperone Belvedere”. L’ingresso (vedi foto 8-9 e 10) risulta un po’ nascosto, si trova ubicato a destra e viene segnalato da segni blu (vedi figura 9). Proseguendo lungo il sentiero troveremo alcuni massi su cui ho provato a segnare con pennarello blu e rosso le direzioni per raggiungere le due VIE. Orientatevi con le foto n. 11 e 12 e dovreste raggiungere facilmente i punti di attacco di entrambe le vie. risalendo verso sinistra il pendio, si arriva alla Via “i cinque lunghi anni” (foto 13) mentre andando leggermente verso destra, quasi difronte a noi si giunge alla via Sperone Belvedere (foto 14)
CONSIDERAZIONI
Via molto bella, specialmente nei tratti 6a+ a mio giudizio suggestivi, che includono diedro tecnico, traverso a sinistra, placca di aderenza, strapiombo e muretti su una roccia in granito a grana grossa spettacolare! Se si resta sulla via, la roccia è pulita (no muschi e licheni).
Chiodatura eccellente e frequente, con passi difficili sempre protetti;
Soste quasi tutte collegate, ad esclusione di due soste in cui è consigliato usare una/più fettucce per costruire tra gli spit la catena assente;
consigliato portare più rinvii lunghi, molto utili nel recupero corda lungo i trasferimenti e di supporto per il tratto L11.
Discesa in corda doppia molto lineare e pulita senza pericolo di incastro delle corde.
Tempo di percorrenza della via dalle 11.00 alle ore 17:00, la maggior parte del tempo al sole, (maggio, post cambio dell’ora); in cima poco vento. Rete Tim: internet 100%
SCALANDO LA VIA
Primo tiro interessante, con un bel diedro tecnico su fessurino che ho superato in spaccata. Secondo tiro molto suggestivo, ho imparato tirandomi sui piedi il significato di “aderenza in placca” pazzesco! La via procede, molte fessure e buoni appigli per mani e piedi mi consentono di proseguire spedito, la roccia mi svela i sui appigli e mi guida lungo la scalata regalandomi dei momenti atletici di soddisfazione. Segnalo che lungo il tratto L8 di attraversamento, alla fine del canalone non c’è più lo spit, per cui occorre proseguire con cautela, salire la roccia a gradoni e giungere direttamente alla catena posta subito a sinistra. Passaggio facile ma da attenzionare. Tratto L11 molto suggestivo e adrenalinico, una combo di muretto tecnico, diedro e placca, con vista mozzafiato! Si prosegue senza difficoltà al tratto L12 che ci porterà a raggiungere la cresta della via.
Giunti alla fine di L14, troveremo su una targhetta l’indicazione di Uscita della via (foto 15) con una corda bianca fissa che ci guida lungo la discesa sino alla sosta attrezzata con anello di calata. Per la discesa potete usare già da adesso le scarpe da ginnastica, non sono più necessarie le scarpette da arrampicata.
DISCESA
Una volta calati in corda doppia, siamo pronti per scendere a piedi lungo il pendio sino a giungere al punto di attacco della via. Percorso su terreno poco omogeneo, con massi e fogliame. il sentiero è ben segnalato da segni di colore rosso (foto 16). Scendendo dal pendio, occorre prestare attenzione a sinistra, per imboccare un piccolo sentiero (segno rosso su tronco di albero) che ci permette comodamente di giungere all’attacco della via. Da qui ripercorriamo il sentiero fatto inizialmente, che si troverà guardando a valle sulla destra.
RINGRAZIAMENTI
Ringrazio innanzitutto il mio amico Gianluca, compagno d’avventura e formidabile guida, per avermi condotto nella mia prima esperienza alpinistica, facendomi vivere emozioni che non dimenticherò mai.
Con lui ho affrontato la montagna, il silenzio, la fatica… ma soprattutto me stesso.
Senza la sua presenza, la sua forza e il suo spirito, non avrei mai scoperto il coraggio che avevo dentro, né trovato la forza di guardare in faccia le mie paure e superarle.
Infine, un sentito ringraziamento va a chi ha creato e mantenuto nel tempo queste due stupende vie chiodate: custodi silenziosi di bellezza, passione e sacrificio.
A tutti coloro che, come noi, percorreranno questi sentieri verticali, rivolgo un invito sincero: abbiate cura della montagna e delle sue vie, anche attraverso piccoli gesti — come ridisegnare un segno sbiadito o segnalare un pericolo perché è solo così, insieme, che possiamo continuare a vivere e tramandare la magia di questi luoghi.
Grazie a tutti