- Accesso stradale
- nessun problema
- Osservazioni
- Nessuno
- Neve (parte superiore gita)
- Primaverile/trasformata
- Neve (parte inferiore gita)
- Primaverile/trasformata
- Quota neve (m)
- 1800
- Equipaggiamento
- Scialpinistica
Lasciamo l’auto nei pressi del ponte, un paio di chilometri dopo il bivio per Murenz, non curanti del cartello che vieterebbe la salita in auto. Giù gli zaini, scarponi ai piedi, si comincia e veniamo subito messi al nostro posto da un onesto portage di 20–25 minuti fino al Talarico. Sci in spalla, si inizia la giornata a piedi, come i pellegrini.
Arrivati al Talarico la neve si fa attendere… Altri dieci minuti di cammino prima di poter finalmente calzare gli sci.
E in tutto ciò la giornata, per il momento non mantiene le promesse: neve che non ha rigelato, nuvole basse. Si sale in silenzio, con quel misto di rassegnazione e fiducia che ogni scialpinista conosce bene: “Vedrai che migliora…”. E infatti, dopo aver superato la deviazione per la Testa del Vallone, il sole decide di fare il suo ingresso, bucando le nubi e piazzandosi esattamente sopra le nostre teste, come un faretto acceso sul palcoscenico.
La prima rampa si affronta senza coltelli: il sole ha già fatto il suo lavoro, ammorbidendo la neve al punto giusto. Si procede bene.
Poi arriva il Passo di Vens. Salita tranquilla, quasi facile, fino a pochi metri dall’uscita. Lì la montagna decide di ricordarci chi comanda: pendenza sostenuta e un simpatico effetto “saponetta” sotto le pelli. Risultato? Un paio di scivolate ci convincono che è il momento di togliere gli sci e guadagnare gli ultimi metri a piedi.
Raggiunto il passo, in una decina di minuti siamo in vetta alla Borgonio. Panorama ampio, luce piena, saremmo già a posto così, ma abbiamo ancora da goderci la discesa.
Nel primo tratto verso il passo, la spolverata del giorno prima rende la coltre bianca tutt’altro che banale, neve da interpretare. Ma la vera sorpresa arriva quando decidiamo di scendere verso i Laghi di Vens: qui troviamo una neve da manuale, cinque stelle lusso, di quelle che ti fanno dimenticare la fatica del portage, le nuvole del mattino e le scivolate: sorrisi larghi sotto il casco.
Ripellata fino al Passo di Vens e da qui scendiamo lungo il percorso di salita. Qui la neve torna più onesta: tre stelle, dignitosa, poco scorrevole nella parte bassa, ma comunque sciabile con soddisfazione.
Sfruttando con attenzione alcune lingue di neve riusciamo a scendere fino a cinque minuti dal Talarico. Poi di nuovo sci in spalla, e in una mezz’ora siamo all’auto.
In compagnia di Stefano, Corrado, Samuele e Greg