Bois de Quart (Tete du) da Flassin

Bois de Quart (Tete du) da Flassin
La gita
andrea81
3 21/03/2026
Accesso stradale
ottimo fino al Foyer du Flassin, ampi posteggi
Osservazioni
Nessuno
Neve (parte superiore gita)
Primaverile/trasformata
Neve (parte inferiore gita)
Crosta da rigelo portante
Quota neve m
1300

Partito dal camping Pineta, breve stradina nel bosco già pulita e poi neve continua dalla confluenza con il percorso del Foyrer de Flassin.
Piacevole la salita nel vallone, dolce, con neve molto rigelata grazie alle temperature basse.
Per attaccare il pendio boscoso della Tete du Bois mi sono fatto condizionare dall’aver visto un pendio ravanato dagli scialpinisti in corrispondenza di uno dei due attraversamenti possibili del torrente (il primo): grosso errore perchè poi ho dovuto salire un ripidissimo (anche se breve) pendio con i ramponi (tracce gelate) e poi compiere un lungo e scomodo traverso verso sinistra (ancora ramponi perchè con le ciaspole sarei finito nel torrente sottostante) fino a collegarmi con il percorso più idoneo. Salita sempre ripida e remunerativa, il sole scalda subito e in superficie la neve già primaverile tende a mollare rapidamente.
L’idea iniziale era di passare dal bivacco forestale, ma ingannato dalle tracce degli scialpinisti mi son perso il bivio (scoprirò poi che nessuna traccia era esistente) e ho proseguito dritto fino ad uscire sui bei pendii superiori con il bosco più rado, dove mi sono reso conto che le tracce erano dirette alla dorsale della Testa Cordella.
Poco male, mi sono inventato un po’ il percorso provando a traversare verso la Tete du Bois (non visibile da qui nonostante fossi ad una quota più elevata. Con un po’ di saliscendi per evitare alcuni tratti più comodi e l’attraversamento di un paio di canaloni, non ho avuto particolari difficoltà (se non appunto alcuni giri a vuoto qua e là) a portarmi verso la cima, visibile dopo il semplice aggiramento di un cucuzzolo sulla destra.
Per il ritorno, data l’assenza di riferimenti, ho preferito anzichè passare dal bivacco, rientrare sui miei passi con un po’ di brevi risalite.
Neve che grazie alle temperature non troppo elevate ha tenuto bene, anche nel tratto boscoso più ripido dove ho preferito usare i ramponi visto lo strato superficiale decisamente scivoloso con le ciaspole.

Percorso non proprio ideale per le ciaspole, forse meglio con innevamento meno abbondante o con neve più invernale, ma comunque (fatica a parte) interessante e fuori dalle rotte comuni.
Avevo sempre rimandato questa escursione per il timore di ravanamenti, e infatti così è stato!

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