- Accesso stradale
- nessun problema
- Osservazioni
- Nessuno
- Neve (parte superiore gita)
- Primaverile/trasformata
- Neve (parte inferiore gita)
- Primaverile/trasformata
- Quota neve m
- 1900
- Equipaggiamento
- Scialpinistica
Si parcheggia l’auto nei pressi della fontana, quota 1850 m. Quattro gradi alla partenza, sole pieno, all’appello manca solo il vento. Meglio così.
Sci sullo zaino che, a metà maggio, non è più una scelta ma una triste consuetudine.
Dopo soli dieci minuti a piedi, ecco la neve. Non è un miraggio: emozione vera, quasi commozione.
In altri dieci minuti si raggiunge il Colle del Preit.
Cambio vallone: si perde nuovamente quota con gli sci in mano per altri cinque minuti.
Ci siamo. Finisce il prologo, inizia la gita vera.
La neve, finalmente continua, ci accompagna fino in cima. Nella parte alta, le precipitazioni dei giorni scorsi ci regalano qualche centimetro di… come definirlo… zoccolo, pardon, neve fresca.
Che oggi, di fatto, sono esattamente la stessa cosa.
Sono le 10:30. Troppo presto per scendere bene: la neve ha bisogno di essere cotta a puntino.
Mini discesa esplorativa verso la Rocca la Meja e breve ripellata (circa 200 metri). Una pausa rapida, poi questa volta si scende lungo la via di salita: la neve è perfetta, trasformata, morbida al punto giusto.
Per chiudere in bellezza, tocca risalire verso il Colle del Preit con gli sci in mano.
La gita ci regala ancora qualche scivolata su lingue di neve superstiti, fino a cinque minuti dall’auto.
in compagnia di Gabri, Ezio, Guido, Marcello e Dario