Bivacco Pasqualetti Dalla Becca di Faudery per la Becca Crevaye

Bivacco Pasqualetti Dalla Becca di Faudery per la Becca Crevaye

Dettagli
Dislivello (m)
1800
Quota partenza (m)
1696
Quota vetta/quota (m)
3310
Esposizione
Nord-Est
Grado
D-

Località di partenza Punti d'appoggio
rif.Crete Sesche - biv.Spataro

Avvicinamento
Da Aosta risalire la Valle del Gran San Bernardo. A un bivio poco oltre l'uscita della galleria prendere a dx per la Valpelline. Proseguire fino all'abitato di Dzovenno. All'inizio del paese sulla sx diparte una stradina asfaltata, che si segue fino alla frazione di Ruz, dove in spazi assegnati per le auto si puo' parcheggiare.
Note
Ambiente severo di grande fascino al contempo pericoloso. La roccia sul filo affilata ed aerea vibra costantemente al passaggio dello scalatore, di conseguenza tale da non consentire di procedere mai in totale sicurezza. La presenza di spit ogni 10/15mt non aiutano che in parte ad attenuare il senso di insicurezza che si prova al momento di caricare appigli e appoggi e accorgersi che niente e' fermo su questa cresta. Tuttavia con la dovuta preparazione e sensibilita' a calcare terreni ad elevato rischio di crollo, le difficolta' tecniche in se non elevate, forse un passo di V, con una certa esperienza e una buona dose di fortuna resta un percorso comunque fattibile.
Descrizione

Da Ruz come da itinerario per il rifugio Crete Seche, procedere in direzione nord all’interno della Comba di Crete Seche il cosidetto Plan de la Sabla che si attraversa tutto su sentiero segnavia n.2 che prende a salire i ghiaioni sulla sx in direzione del ghiacciaio di Arolettaz. Sempre verso ovest puntare al Colle di M.Gele’ senza tuttavia toccarlo, bensi svoltare ben prima verso sx in direzione sud fino a trovarsi al cospetto del ripido scivolo nevoso basale della Becca di Faudery. Risalirlo al centro ripido negli ultimi 40 mt prima di attaccare le rocce a lato la cresta sud. Sosta con maillon per eventuale doppia al rientro al fine di saltare la piccola terminale che si forma con scarso innevamento come d’uopo in questa stagione. Attaccare la roccia per una rampa da sx verso dx, che porta in cresta e in vetta alla Faudery con spostamenti sulla sx nell’ultimo tratto dove la roccia e’ piu’ rotta di conseguenza piu’ facile ma anche il percorso piu’ logico da seguire.
Inizia ora la parte piu’ delicata e complessa (in sostanza altro no e’ che la prima parte della lunga traversata cosidetta del Morion).
Dalla vetta della Faudery cosi’ raggiunta, scendere per l’aerea cresta, prima sul versante ovest passando vicino a un foro di circa due metri di diametro, poi sul versante opposto (E), per aggirare un paio di gendarmi. Scendere su belle placche , sempre su questo versante, fino a raggiungere lo stretto intaglio del colle Bonacossa 3220m. Gli spit sono frequenti e posizionati ove l’espozizione si fa sentire e dove le prese cosi come gli appoggi sono minimi.
Dal colle Bonacossa cosi raggiunto si aggira sulla dx (O) un primo gendarme, seguire poi la cresta gli spit qui’ piu’ vicini in quanto e’ la parte piu’ difficile di tutta la traversata, aiutano nel procedere correttamente, onde non finire in uno sfasciume immane subito sulla dx (frutto di un crollo recente tutt’ora in atto), ne sulla sx sul filo decisamente troppo difficile. Soste su un solo FIX M12 PER UN EVENTUALE PRIMA DOPPIA DA 20M PIU’ UNA SECONDA DI 30M. CONSIGLIABILI DUE MEZZE DA 60M, con qualche rischio concreto si possano incastrare nel caso di una sola discesa con un unica doppia da 50m. A un certo punto la parete ricede il posto alla cresta che orizzontale per un certo tratto quantunque molto articolata verso dx, con un ultima breve impennata porta a toccare la sommita’ della Becca Crevaye ormai in vista del bivacco con poco sotto ormai visibile il caratteristico foro che da il nome alla vetta sulla quale ora ci troviamo. Sosta poco sotto la cima che consente con una doppia di una 20ina di metri di accedere al bivacco appollaiato in un angusto spazio in un posto da favola.
Rientro che avviene ripercorrendo a ritroso il medesimo itinerario dell’andata. Tutte le altre soluzioni di scendere per canali da ambo i lati meglio abbandonarle all’istante troppo pericolose per le troppo frequenti scariche di pietre.
Calcolare dalle 6 alle 7 ore per l’accesso al Pasqualetti partendo dal Crete Sesche, ma i tempi potrebbero allungarsi non tanto nella fase di avvicinamento, quanto al momento di effettuare la cavalcata sul filo, dove la fretta qui’ e’ consigliabile la si lasci da parte.
Sensibilmente inferiori i tempi del rientro, rimanendo invariati quelli in cresta, dove in questa fase va aggiunta la stanchezza di cui tenere conto, e recuperare semmai poi una qualvolta fuori dalle difficolta’.

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scrivendo a redazione@gulliver.it
Cartografia:
IGC 1:30:000 La Valpelline escursioni e itinerari scialpinistici
Bibliografia:
GMI Alpi Pennine vol.I
enzo51
18.07.2020
4 settimane fa

Condizioni

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