Bishorn e Pointe Burnaby Via Normale da Zinal

Bishorn e Pointe Burnaby Via Normale da Zinal
La gita
scristal2
5 01.08.2010
Accesso stradale
Torino- Col GSB-Martigny- Sion- Sierres-Zinal ( 260 KM ca)

Saliti sabato nel primissimo pomeriggio al rifugio con cielo sereno e limpido e aria frizzante. Domenica mattina un po’ di nubi in quota portate da un vento teso da ovest avvolgevano nelle nebbie tutte le cime oltre i 4000mt. Per fortuna con il levar del sole le nuvole si sono diradate e in vetta abbiamo potuto godere del sontuoso panorama sui quattromila svizzeri dal Vallese all’Oberland e dal Bianco al Rosa.
SALITA AL RIFUGIO : trovando la strada giusta, si puo’ lasciare l’auto a quota 1720mt, all’ombra di un boschetto poco prima di un tornante con annesso divieto di transito per la localita’ Le Doberts. In questa maniera il dislivello e’ solo di 1536mt….
La salita si suddivide praticamente a meta’ in due distinte parti. Nella prima parte si risale il ripido versante dx idrografico della valle di Zinal in direzione della cascata sotto il Roc de la Vache.Il sentiero sale molto deciso fino alle baite Le Chesso 2061mt,e poi con due lunghi traversi e un zig-zag finale guadagna la testata della cascata dove poco oltre a quota 2500 mt inizia la valle sospesa (di qui si puo’ gia’ scorgere il rifugio) e il percorso si ricollega con quello scialpinistico invernale.A quota 2450, poco prima del ripiano a sx si trova l’unica vera sorgente ( ACQUA OTTIMA ) di tutta la gita.
Nella seconda parte invece, la pendenza orografica diminuisce mentre il sentiero continua a salire in maniera costante sul lato sx fino a raggiungere l’intaglio attrezzato con 2 catene che da’ accesso al bacino del Turtmann-gletscher (passaggio semplice e non esposto).
RIFUGIO : confermo che la gestione e’ “normale” : il rifugista si sforza anche di pronunciare qualche parola in italiano.. Il servizio resta comunque scadente : la cena e’ misera ( brodo liofilizzato di primo, pasta scotta e carne strana di seconda, macedonia in scatola come dessert) non comprende il pane e tutte le bevande sono a pagamento. L’acqua e’ solo di fusione e arriva unicamente ad una fontana a 50 mt dal rifugio. C’e’ scritto non potabile, il gusto e’cosi’ cosi’ ma ne’ i gestori che dicono di berla abitualmente e nemmeno io abbiamo avuto conseguenze di sorta. I bagni (2 x 120 persone ) sono esterni e molto maleodoranti. Il tutto x la modica cifra di 47euro.Conviene secondo me fare solo il pernottamento (dirlo chiaramente in fase di prenotazione,possibile in quanto il rifugio infatti e’ comunque del CAS).Forse x compensare a sorpresa dopo cena fuochi artificiali sul ghiacciaio accompagnati dalla fisarmonica suonata dalla moglie del gestore.
La colazione e’ alle 4,30, esageratamente presto secondo me x un alpinista allenato, ma viste certe cordate che salivano…
SALITA ALLA CIMA : il ghiacciaio e’ infido nel tratto pianeggiante , con buchi e piccoli crepi in tutte le direzioni. Il pendio finale e’ invece molto piu’ agevole, basta avere fiato e gambe. Noi l’abbiamo trovato in condizioni eccezionali, con 20-40 cm di neve recente, tanto che la traccia era una sorta di scalinata di 600 mt tutta dritta fino al colletto. Facile e spettacolare il passaggio finale sul grosso crepaccio sottostante la vetta.
DISCESA : grazie alla neve recente abbiamo fatto tutto il pendio sciacchiando con gli scarponi ( ramponi inutili)fino al traverso pianeggiante, dove invece la neve era gia’ molliccia alle 10:30.
TEMPI DI PERCORRENZA : sono sicuramente molto soggettivi : la media indicata sui cartelli dice da 4a 5h la salita al rifugio e 2h30 la discesa. Da 3 a 4h invece x la salita alla cima. Personalmente ritengo molto redditizi sia il sentiero, ben battuto a parte gli ultimi 100 mt sotto l’intaglio attrezzato, sia la traccia diretta di salita alla cima.Le 2h30 indicate alla Cabane x scendere a Zinal sono invece decisamente ottimistiche. Spinto dal peso dello zaino e dal dover tener testa a Matteo sono arrivato in poco meno di 3 ore al rifugio. 3 ore scarse pure x la cima. In discesa 1h 45 x tornare al rifugio e 2h20′ per scendere alle auto. Il tutto comprese le soste.
Variegato il popolo di alpinisti che affolla il percorso, attirati dalla facilita’ d’accesso (piu’ che corretta la valutazione F)e dalla maestosita’ dei panorami. La Cabane du Tracuit e’ spesso completa e insufficente nonostante l’assenza di impianti di risalita. E’ in progetto la costruzione di un nuovo rifugio, speriamo non facciano pure la funivia !

Gita in buona compagnia con il gia’ citato Matteo ( la mascotte del gruppo..),Ricca e Maghi compagni di cordata, poi Carmen e Maria Grazia ( le “leprotte” )che ci hanno fatto il passo di gran carriera su e giu’ per il sentiero, Sergio, Michela e Sandro nell’altra cordata.
Un saluto ad Aaron, un magnifico cagnone nero che e’ salito in cima insieme a tutta la sua famiglia . Sicuramente avessi potuto portarla anche Claudia 4wd si sarebbe divertita.

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