- Accesso stradale
- In autobus a Degioz e ritorno in autobus da Eaux Rousses
Sono partito da Degioz-Vers le Bois (1545 m) anziché da Eaux Rousses per conoscere un percorso che non avevo mai fatto e tanto per aggiungere ancora qualche metro al dislivello.
Salita più che regolare e senza inconvenienti fino ad arrivare alla fine della pietraia nel Vallone di Bioula, a ridosso dei nevai residui, dove tracce ed ometti terminano ed anche intuire un percorso per proseguire diventa difficile. Fortunatamente si vede in alto una traccia che taglia a mezza costa, alla quale occorre puntare scegliendo il percorso più conveniente: io sono salito lungo un costone e poi puntato a destra fino a raggiungere quella traccia, ben marcata e con ometti. La traccia sbocca sulla larga mulattiera reale, e qui altro momento di indecisione, visto che la mulattiera termina sul colletto sulla cresta del Fourquin de Bioula; poi però, in punto ove gli ometti sono più fitti, trovo la traccia che sale ripida, tra rocce ed erba, e diventa di nuovo sentiero, più largo e marcato. Purtroppo, quando questo sentiero aggira il costone io prendo il ramo di sinistra (anonimo e senza ometti) che però termina quasi subito, nel vallone sotto la Tours di Notre-Dame.
Perdere o sbagliare il sentiero, salendo alla Bioula, è umano e normale; non è normale perseverare nell’errore. Io invece ho continuato a salire, poi (ma solo poi …) ho finalmente realizzato di essere sulla cattiva strada, ma intanto avevo perso un’ora e la discesa, in certi punti anche pericolosa, mi aveva segato le gambe. Comunque chi la dura la vince: sono ritornato sul sentiero principale ed ho percorso tutto il tratto a mezza costa, stavolta non anonimo ma ben segnalato, poi salito la pietraia ed arrivato in cima.
Discesa lungo il percorso di salita, facilitata dall’esperienza della salita e dal fatto che in discesa percorso ed ometti si vedono molto meglio, solo nella zona dei nevai ho notato che si interrompono.
Giornata secondo previsioni (quelle meteo): soleggiata, destinata a guastarsi nel pomeriggio. Ed infatti si è guastata, velandosi e coprendosi proprio quando stavo per arrivare in cima, privando le fotografie della giusta luminosità e colori. Per la serie: bastava arrivare un’ora prima …..
Gita bellissima, raccomandata a chi apprezza la wilderness ed è in possesso di un buon allenamento. E’ vero: la salita alla Bioula non è poi così brutta come a volte si dipinge. Il percorso c’è sempre, le indicazioni non mancano, soltanto che a volte occorre insistere a cercarle. Con un consiglio per chi sale: a parte nella zona dei nevai, se si percorre un certo tratto senza vedere ometti, cominciare a domandarsi se non si è persa la retta via. E grazie a chi ha posto tutti quegli ometti sulle pietraie, sono loro che ci permettono di arrivare in vetta.