Bionde trecce

Bionde trecce
La gita
maboro
4 14/05/2017

Bel itinerario, utile per prendere confidenza con questo stile di scalata.
A maggio il sole arriva alle 11, sulle placche in alto il caldo risultava già intenso alle 13.
La parete asciuga velocemente, a meno dei primi due tiri dove la vegetazione è più fitta.

Prime due lunghezze in placca erbosa di riscaldamento, indispensabile per abituarsi a una scalata molto particolare…

Il 5° tiro è un diedro aperto di 6a (forse un passo di 6a +) abbastanza liscio, con chiodatura, rispetto al resto della via, distanziata e passi non proprio intuitivi. Appena si parte dalla sosta, salire i quarzi per montonare su un terrazzino, e quindi piegare a destra. Sopra il terrazzino c’è uno spit che non è della via. Traversando a destra, invece, si raggiunge la base del diedro.
Superato il diedro, per arrivare in sosta, seguire la lama sotto al cespuglio verso sinistra e rimontare sul terrazzino.

Il 6° tiro ha i primi metri di 6a con un passaggio sbilanciante ma su ottimi rovesci e buone prese per i piedi. Tra il 2° e il 3° spit si deve un po’ spingere sui piedi. Noi abbiamo seguito la lama verso sinistra fino a sotto il cespuglio, e poi siamo usciti in placca.

Il 6b è un tiro di pura aderenza su placca. Il traverso basso è molto delicato, e sempre con mano spalmata, come i piedi. Poi, quando si inizia a risalire lungo la vena di quarzo, scopri che il duro è proprio qui: inutile cercare, le uniche prese sono proprio queste concrezioni bianche. Non banale, ma chiodatura ottima.
Noi non abbiamo visto la sosta del 6b, prestare attenzione.
Sicuramente sul 4c si scala serenamente, e anche fare sosta su uno spit solo non è risultato un problema.

Dall’ultimo anello della via salire lungo la roccia verso sinistra per 6-7 metri, e lì si trova la catena su cui calarsi.

Discesa: calarsi su “Curri ca chiovi”, noi non abbiamo fatto nessun concatenamento delle calate, pur avendo la corda da 60. Soffiava un forte vento e visto che ci si cala a tratti tra folta vegetazione, abbiamo preferito evitare qualche spiacevole incastro. Anche perché non si capiva quali concatenare.

L’avvicinamento è in un bosco “amazzonico” tra rovi, felci e erba alta. Un grazie a chi ha fatto qualche ometto integrativo, visto che i bolli (rossi, a volte a gruppi di 3, a volte righe gialle/rosse) in alcuni casi sono completamente sbiaditi e non è assolutamente intuitivo capire dove si passa.

Per raggiungere la partenza, una volta davanti alla scritta di “Curri ca chiovi” , spostarsi verso il basso per altri 5 minuti, seguendo una traccia accennata che percorre la base della placconata.

Probabilmente, con la crescita della vegetazione, da fine maggio percorrere il sentiero diventa molto faticoso.
1 ora-1ora e 10 di avvicinamento, dovuto soprattutto alla caccia della traccia giusta (300 m dislivello).

Molto ben fatta la relazione sulla guida di Versante Sud.
Partecipanti: Matteo e Alessandro

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