- Accesso stradale
- Parcheggio a pagamento in val Veny, no contanti.
Navetta gratuita.
Avvicinamento al rifugio lungo e faticoso, il ghiacciaio del Miage sembra infinito, soprattutto in discesa.
Condizioni di salita molto molto buone fino alla capanna Vallot, dove ci siamo fermati. Ghiacciaio ancora coperto dalla neve ma con crepacci aperti, che però presentano buoni ponti e non interferiscono più di tanto con la traccia di salita. Unico punto un pò triboloso è il passaggio della terminale. Il pendio sopra, che porta in cresta, presenta un tratto di sfasciumi e ghiaccio solo nella parte alta in uscita (pochissimi metri). Cresta dell’Aiuguilles Grises in roccia pulita per quasi tutta la sua lunghezza. La cresta dopo il Piton des Italiens è aerea ma con neve ed una bella traccia (grazie alle condizioni l’ho trovata abbastanza tranquilla). Da qui alla capanna Vallot tutto su ottima traccia.
Scesi dall’itinerario di salita e ritornati giù al parcheggio in val Veny.
La via italiana è veramente lunga ed impegnativa dal punto di vista fisico, ma incredibilmente bella.
Questa salita è un viaggio, un’avventura bellissima. Ambiente maestoso.
5 stelle, nonostante la mancata vetta del Bianco, perchè la via come l’ambiente è unico, da togliere il fiato.
Dopo 3 anni di rimandi finalmente partiamo ma in fretta e furia, così non abbiamo avuto le energie necessarie per andare in cima…ci torneremo. Anche la partenza direttamente a piedi dal parcheggio (1450 m) non ha aiutato.
Grazie ai miei soci Carlo, Cuper (sempre compagno di cordata) e Daniele.
Meteo perfetto, a parte la temperatura troppo alte, con totale assenza di nuvole e poco vento.
Alla Vallot molti alpinisti sfiancati.
E comunque un 4000 si aggiunge alla lista: Dome du Gouter.