- Accesso stradale
- Parcheggio fianco alla diga a pagamento in estate e in tutti i weekend dell'anno
- Osservazioni
- Visto valanghe a pera esistenti
- Neve (parte superiore gita)
- Crosta da vento/sastrugi
- Neve (parte inferiore gita)
- Primaverile/trasformata
- Quota neve m
- 2300
- Equipaggiamento
- Scialpinistica
- Traccia GPX
Partito da Campo Moro con pernottamento al rifugio Marinelli. Portage di quasi 1 ora per scarsità di neve, anche vista l’esposizione sud. Arrivati al rifugio in poco meno di 4 ore. Rifugio molto grande, bello e panoramico. Non c’è acqua corrente in primavera, ma per una notte non è un gran problema. Partenza il giorno successivo alle 5.30. Buon rigelo, ma giornata piuttosto calda per la stagione. Risalito con picca e ramponi il canale che porta al Rifugio Marco e Rosa (aperto e gestito in questi giorni). Sci nuovamente ai piedi fino al deposito sci sotto le roccette. Risaliti con picca e ramponi (~45°) il primo canalino nevoso fino a trovare una sosta con anello di calata. Da li, poco sopra parte un traverso nevoso stretto ed esposto ma ben tracciato, che permette di arrivare alla zona poco pendente che sta sotto le due cime, sul versante est. Superata con un saltino una crepaccia terminale, si traversa il pendio fin sotto la cima. Da li si risale dritti su pendenze sui 45-50° oggi su ottima neve. Si arriva diretti in vetta. Per noi 5 ore e 10 minuti dal Marinelli. Nella stessa giornata abbiamo incrociato almeno altri 20-25 scialpinisti che salivano in vetta. Scesi per la stessa traccia (con sosta al Marco e Rosa a prendere da bere). Canalino ancora troppo duro per sciarlo, per cui siamo scesi coi ramponi e sci a spalla. Passata la Vedretta di Scerscen, si ripella e noi proseguiamo fino al passo Marinelli Orientale per scendere dalla Vedretta di Fellaria passando per il rifugio Bignami. In tal modo si evita un’ulteriore ripellata che si avrebbe scendendo per il Marinelli. Bisogna tenersi molto a sud e infilarsi nella valletta che termina con il Lago Fasso. Da li tenendosi sulla destra si scende in un canalino che connette al sentiero estivo (breve scalettata di pochi metri) per passare dal punto quotato 2595 e poi ridiscende al Rifugio Bignami. Lì abbiamo tolto gli sci per neve insufficiente e proseguito per il sentiero che porta alla Diga di Gera (attenzione ai canali ripidi che scaricano, viste valanghe che attraversano il sentiero). Traversata la diga si prosegue su strada fino al parcheggio. Questo percorso prevede 2300+ m di dislivello e 32 km in 2 giorni.