- Accesso stradale
- ok
- Osservazioni
- Nessuno
- Neve (parte superiore gita)
- Primaverile/trasformata
- Neve (parte inferiore gita)
- Crosta da rigelo non portante
- Quota neve (m)
- 2400
Ottimo rigelo su tutta la salita, tutti i crepacci sono ben chiusi da ponti che si attraversano senza problemi. I piu’ critici sono forse quelli tra quota 3230 e 3350, nella conca che si attraversa pressoche’ in rettilineo verso sud/sud ovest. Si arriva al deposito sci a quota quasi 3900. Da qui si percorre la cresta che e’ ben tracciata: se si punta la Spedla (o Perrucchetti) occorre risalire un bel pendio ripido per poi percorrere un filo di cresta molto aereo ed esposto, poco o per nulla proteggibile – prestare molta attenzione, per poi ricongiungersi con la parte rocciosa quasi priva di neve, facile (un solo passaggino piu’ delicato, forse un IV) per arrivare in vetta. In alternativa, con traverso su neve, si evita la Perrucchetti e si punta dritti alla parte finale rocciosa.
Per questo weekend Ric “il friulano” mi propone la doppietta Bernina-Palu, giro l’idea a Chri che accetta subito senza indugi. Dopo una sua grande cavalcata in solitaria da Genova (che cuore..!) e noi da Zurigo, ci ritroviamo a Morteratsch da dove saliamo insieme al passo Bernina per prendere la funivia al Diavolezza. Scendiamo velocemente verso la Boval dove arriviamo per le 18 giusto in tempo per la cena delle 1830. Chri non e’ abituato ai rifugi svizzeri e all’arrivo di una zuppa di gemuse e un’insalatina vedo lo smarrimento nei suoi occhi…ma grazie allo spaghetto al ragu’ e al buonissimo dolce fatto in casa torna il sorriso..
Dopo due chiacchiere andiamo a letto presto, il giorno dopo ci aspetta una lunga giornata, dovendo poi risalire fino alla Diavolezza per il Palu domenicale. Nella notte, oltre a sentire il topolino che corre nel sottotetto, sento Chri accanto a me che si rigira nel letto e mi fa pensare a Renato Pozzetto che canta a Nino Manfredi “tu ti volti e ti rivolti, e nel letto ti rigiri..” in “Questo e quello”..
Arriva la mattina, una giornata splendida ci aspetta, cielo sereno, non una nuvola in cielo, temperatura non troppo fredda, neve ben rigelata.
Per la prima parte di salita, fino al superamento del Buuch, mettiamo i rampant. Poi una breve pausa all’inizio della conca a quota 3250. Mentre poso lo zaino, credendo di averlo chiuso bene, vedo rotolare la mia arancia inesorabilmente verso un crepaccio… penso tra me e me che magari rimarra’ congelata per duecento anni e dara’ alla luce un albero di arance quando a pontresina ci saranno ormai 35 gradi.. la cosa in parte mi fa sorridere..
Il caldo ora ci perseguita, e con un po’ di sforzo arriviamo al deposito. Ci accorciamo e cominciamo la cresta. A salire passiamo per la Perrucchetti, dove per fortuna nessuno passa per tornare indietro visti gli spazi “extra slim”. Poi sulla parte rocciosa finale un po’ di traffico, c’era da aspettarselo vista la giornata perfetta, ma qui c’e’ spazio abbastanza per passare in due file. Arriviamo in vetta, panorama mozzafiato.. questo ghiacciaio cosi’ “contenuto” e’ davvero unico e particolare! Qualche foto e cominciamo la discesa. Per fare prima e con piu’ semplicita’ percorriamo il traverso su ottima traccia nella neve. Arrivati al deposito mettiamo gli sci e cominciamo la lunga discesa.. le gambe cominciano a bruciare un po’, bisogna ricordarsi di fermarsi e prendere un po’ di ossigeno. La neve e’ quel che ‘, giusto in basso gli ultimi 300m prima della lingua che porta alla Boval li troviamo in buona primaverile che aiuta a faticare un po’ meno. A quota 2370 ripelliamo e ci prepariamo psicologicamente alla risalita alla Diavolezza.
Nel ghiacciaio lo vediamo da lontanto ma la salita sembra non finire piu’.. siamo stanchi e assetati, per noi 2500 di disli in un giorno sono tanti ma in qualche modo ci spingiamo fino a su. Per “divina provvidenza” troviamo una riga d’acqua che esce dalle pietre e ci fermiamo un paio di minuti a dissetarci, prima delle ultime decine di metri..
Alla diavolezza trattamento deluxe con ottima cena e birrona, doccia calda e letto comodissimo.. quel che ci voleva dopo una giornata molto lunga ma indimenticabile!
Con Chri, Ric “il friulano”, Pol e Thomas