- Accesso stradale
- Si pagano 17 franchi al giorno al parcheggio di pontresina, 32 per la funivia e 8 per il treno a meno di non trovare un passaggio come fatto noi.
Saliti mercoledì al rifugio con passeggiata super relax da Pontresina in tre ore e mezza (senza calesse). In capanna si mangia bene ma le dosi sono ridotte. Rifugio veramente bello. Al buio si sale sul bordo ripido della morena facendo attenzione vista l’esposizione. Saliti il primo risalto per un canalino un po’ fisico in uscita (occhio alle pietre che cadono) e poi tratto attrezzato a sinistra per arrivare alla Fuorcla Pnevlusa. Un paio di gendarmi da superare sul filo prima della calata breve sulla cresta. Cresta con circa 200 mt in ghiaccio, i due pendii più ripidi e un tratto più aereo. Tutte le cordate hanno attrezzato bene o male 4 tiri. La maggior parte con una picozza, alcune cordate con due. Ghiaccio comunque non cattivo, i ramponi e la picca mordevano molto bene. Le parti di cresta rocciosa (roccia ottima) fino al Marfo e Rosa solo raramente si fanno passeggiando, occorre spesso manovrare in conserva protetta. Noi abbiamo anche fatto alcuni tiri incluse le doppie ma dipende dal livello tecnico e dalla propensione al rischio ( nel mio caso entrambi bassi). Al rifugio dopo 11 ore, non dei fulmini ma devo dire che siamo state tra le prime cordate ad arrivare, quindi mi verrebbe da dire che sia un tempo realistico. Escludo da queste statistiche i fenomeni ovviamente e i 6 del corso guide che ci hanno sorpassato sulla cresta spuntati da chissà dove che salivano modello mission impossibile, complimenti. Visto il tempo impiegato, la stanchezza e le condizioni della neve (si sprofondava parecchio e prima del rifugio sono pure sprofondato fino alla vita in un crepaccio nascosto), abbiamo chiesto e ottenuto un po a fatica due letti al Marco e Rosa bello pieno. Qui non c’è il lusso della Tschierva ma si mangia alla grande. Il giorno dopo avendo già fatto i Palu ho voluto scendere dalla Fortezza che al contrario della camminata dei Palu’ e’ più varia. Il tempo è circa uguale (noi 5 ore e mezza e siamo arrivati insieme ad alcuni che avevano fatto il giro). In effetti la cresta della fortezza è lunghetta e prevede alcune calate e tratti di progressione in conserva che rallentano (soste, spit e indicazioni presenti), tratti su neve (già molto sfondosa al mattino). Si scende poi sul ghiacciaio per un sentiero facile ma traversata del ghiacciaio stesso per arrivare al Diavolezza pare non finire mai. Niente neve ma ramponi utili solo un centinaio di metri sulla parte più ripida. Poi ci sono i 300mt di risalita. Il tutto evitabile con la traversata dei Palu’. De gustibus.
Corda di 45 metri ok per tutto il giro.
Tre giornate dal meteo spettacolare. La cresta è indescrivibilmente bella e sinuosa, l’ambiente pazzesco. Un viaggio da sogno. Con Gio’.