A noi e’ invece venuta la brillante idea una qualvolta raggiunta la cima per stessa via, di scendere al colle della Sabbla per cresta sud, piu difficile di quella nord per scendere poi ancora, e in traverso alto spostandosi di non tanto, andare a prendere un canale di sfasciumi risalirlo a riprendere la cresta che ancora lunghetta, e con tutta una serie di spigolosi saliscendi e aggiramenti, in direzione sud, ci ha condotti in vetta al M. Crete Seche, da dove si ha una bella veduta aerea sul rifugio sottostante. Montagne in sfacelo, purtuttavia meritovoli di essere salite gia’ per il solo scopo di collezionare cime a prescindere dallo stato pietoso , (per la scadente qualita’ della roccia e la conseguente pericolosita’ che ne deriva dal percorrere itinerari per nulla sicuri ai fini della sicurezza) in cui versano.
Un grazie a Tiziana che con determinazione e coraggio riesce a superare test impegnativi di tutto rispetto, in ambienti difficili e soggetti a pericoli di ogni tipo, ma di un fascino unico e particolare.