Bellavarda (Uja di) da Gavie per il Colle della Paglia

Bellavarda (Uja di) da Gavie per il Colle della Paglia
La gita
marinag
5 31/10/2020
Accesso stradale
Si parcheggia lungo la strada in corrispondenza della borgata Gavie; il sentiero ha inizio subito prima del tornante.

Il sentiero dalla borgata Gavie al lago di Pratofiorito è ben tracciato e attraversa nella prima parte un bel bosco di frassini secolari, numerati e altissimi che, visto il periodo, non sono al meglio della loro imponenza avendo poco fogliame. Si incontrano anche due piloni votivi di dimensioni davvero ragguardevoli; è come se la natura e l’uomo, in questa valle, pur se selvaggia e poco abitata, avessero voluto dare un’impronta duratura ma discreta della loro presenza nel tempo. Il percorso non è mai troppo ripido, almeno fino al lago che si raggiunge incontrando numerosi alpeggi e relative malghe o quel che ne resta di alcune chiaramente abbandonate.
Dal lago al colle Paglia il sentiero è stato ripulito e tracciato, anche se in alcuni punti si perdono i segni e il gps aiuta a ritrovare la giusta via. In ogni caso la destinazione è ben visibile e gli ultimi 200 mt. circa di dislivello sono parecchio ripidi.
Al colle bella vista sulla val di Lanzo, le Levanne e alla nostra sinistra la grande croce da raggiungere in vetta al Bellavarda, su cresta ripida e attrezzata in alcuni tratti con catene. Anche quest’ultimo strappo presenta le tracce bianco/rosse e oggi un po’ di neve pestata, per fortuna non ghiacciata, ci ha permesso di salire abbastanza agevolmente in cima.
Dalla vetta il panorama è notevole e con cielo terso e senza le classiche nebbie estive, la vista è davvero spettacolare a 360°.
Per il rientro, dopo una breve sosta pranzo al lago di Pratofiorito, abbiamo optato per la discesa lungo l’eterna strada sterrata che arriva a Porcili, quattro tornanti sopra Gavie.

In compagnia del collaudato gruppo 3000 con Sergio, Sergio e Valter, oggi rimpolpato con appuntamento al lago da Umberto, Nadia, Stefano, Gianni, Massimo e Gabriella.
Degno di nota il post gita al rifugio Santa Pulenta (torte divine e simpatico gestore) della borgata Cambrelle con la sua chiesa intitolata a San Vito posizionata su uno sperone di roccia a picco sul fragoroso rio Cambrelle.

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