- Accesso stradale
- accesso auto fino all'imbocco del vallone d'Almiane (e oltre fino alla diga)
- Osservazioni
- Osservato fratture nel manto
- Neve (parte superiore gita)
- Polverosa
- Neve (parte inferiore gita)
- Primaverile/trasformata
- Quota neve m
- 2200
Novemiladuecentoquantacinque piedi. Gita con meteo double face: al mattino dottor Jeckill, con cielo cobalto e panorami ampi e al pomeriggio mister Hyde, con nuvole oltre i 2500 a nascondere (hide, appunto) il tutto. Partenza con zero gradi, sentiero estivo sgombro e arrivo al ripiano (2400 metri circa) completamente innevato: in realtà conviene, un venti minuti prima di giungervi, prendere a sinistra, per pendii di pratoni piuttosto sostenuti e salire velocemente di quota; utili i ramponi, su buona neve portante.
Pervenuti alla cresta, piegare a destra e in pochi minuti si è sul punto più alto della lunga Cresta del Becco: 2818 metri; abbiamo costruito un piccolo ometto. Panorama eccellente e ravvicinato sulla Pierre Menue, Rognosa d’Etiache e Sommeiller e altri succulenti tremila italici e d’oltralpe. Discesa veloce fino al pianoro 2400 e tentativo di salita alla Coin, interrotto a 200 metri dalla cima causa veloce peggioramento del tempo, nuvole basse e white-out con visibilità inferiore ai tre piedi (dieci metri).
Un paio di camosci in lontananza e una volpe ancora con “abiti” invernali.
Neve buona per la Costa del Becco (ramponi) e più cedevole per la quasi Coin (ciaspole e ramponi); al ritorno dal ripiano: granita.
La cima più alta (2818) della Costa del Becco, osservata dal pianoro, è quella che si trova in corrispondenza del primo (a sinistra) dei cinque grandi castelli rocciosi della Costa stessa (vedi foto).
Con la assidua compagnia di Gian Mario.