Battaglia (Cima) – Diretta San Quirico

Battaglia (Cima) – Diretta San Quirico
La gita
giechk
5 06/06/2026
Accesso stradale
Auto poco sopra l’alpe Vancale.

Dopo giorni passati a studiare e interpretare i modelli meteo pare che l’unica macroarea salvabile dalle piogge di questo sabato sia quella di Piemonte-vda. Così, nell’intento di eludere le folle di climbers che probabilmente si riverseranno in questa zona, decidiamo per una via forse meno conosciuta (almeno da noi) e dal sapore un po’ avventuroso.
Chiaramente, appena arrivati nella valle sopra Quincinetto, ci ritroviamo bloccati per un’ora dietro a una mandria di mucche che sta salendo agli alpeggi e, peggio ancora, ci rendiamo conto di essere completamente inmersi nelle nuvole, con un’umidità del 120%. Un po’ impensieriti da questa cosa cominciamo comunque l’avvicinamento, scartiamo l’opzione di passare alla parete delle stelle e decidiamo di rimanere sull’idea originale e vedere come va.
All’attacco la situazione sembra tragica, rigoli di acqua ricoprono metà della parete, ma comunque disegniamo la nostra vittima sacrificale (Davi) e lo mandiamo a esplorare in mezzo alle nuvole.
L1- Con mia grande sorpresa la linea di salita è effettivamente libera dall’acqua, sia la prima paretina, che lo strapiombino finale liberato con tallonata atletica.
L2,L3- Concatenamento consigliato: primo tiro facile, secondo, muretto carino da risolvere.
L4- Per me tiro chiave della via e forse uno dei più belli, prima bel pilastro verticale e poi stupendo traverso su piattoni con expo.
Da qui collegamento sulla cengia erbosa e, con nostro grande stupore, i primi scorci sulla valle sottostante, con le nuvole che si fanno momentaneamente da parte per fare da cornice a un ambiente spaziale quasi onirico.
L5- Tiro più brutto della via, effettivamente la roccia nei primi metri si sgretola con poca difficoltà e dà poca sicurezza e piacevolezza alla progressione.
L6- Bel diedro appigliato.
L7- Facile prima parte, tettino con difficile ristabilimento e poi di nuovo facile.
L8- Altro bello e facile tiro su placca e spigoletto che dovrebbe solo durare di più per essere perfetto.
L9- Muro strapiombante più spaventoso a vedersi che a farsi, ma che mi regala comunque l’emozione di uno scivolone con volo annesso.
L10- Erba.
L11- Bel boulder in partenza, estetico sia a vedersi che a farsi.
Arrivati in cima possiamo goderci un po’ di meritato riposo e una bellissima vista sul lato valdostano che è quasi totalmente libero dalle nuvole, per poi cominciare la discesa a piedi ben descritta nella relazione.
N.B
-I sentieri sono in generale poco identificabili e invasi dalla vegetazione. Noi ci siamo vagamente persi per arrivare all’attacco e siamo saliti per prati e sulla discesa abbiamo perso la traccia dopo il cengione, dal quale siamo scesi stando più a destra (faccia a valle) quasi facendo canyoning in un torrente.
-Dare un giudizio sull’effettiva difficoltà della via è difficile. La spittatura nei passi duri è estremamente generosa e permette l’azzerabilità, inoltre le difficoltà sono spesso incostanti e concentrate in pochissimi passaggi. Se si è abituati a uno stile di arrampicata un po’ fisico o potremmo dire “boulderoso” la si troverà probabilmente più facile dei gradi proposti. Per me L4 è effettivamente il chiave della via in cui bisogna veramente arrampicare, mentre sugli altri tiri i gradi sono anche molto generosi.
-Detto ciò bisogna comunque dire che, considerata la lunghezza della via ed eventualmente la necessità di mungere per superare i numerosi strapiombini, la fatica si fa sentire e non va sottovalutata.
-La roccia è molto lichenosa ma gestibile, anche perché secondo Davi “dà più grip”.
-Friend e nut sono inutili, in compenso molti spit ruotano e andrebbero stretti.

Bella giornata in ambiente non proprio solare ma sicuramente alpino. Le condizioni meteo hanno sicuramente reso tutto più mistico e una serie di decisioni fortunatamente azzeccate ci ha permesso di goderci la giornata alla grande.
Bella cavalcata come prima via col Tommi, già compagno di sciate, che non si è tirato indietro dalle difficoltà e consolidamento dell’intesa con Davi che ha aperto senza paura la prima metà della via.

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