- Accesso stradale
- strada Iseran molto gibbosa, ampio posteggio al ponte.
Pronti via, dopo 10 minuti di sentiero per il Refuge de Prariond, si incontra la deviazione per il nostro vallone. Si sale per il ripido a tratti ripidissimo sentiero nel Pente des Cavales, guadagnando rapidamente quota fino al colletto che immette nel vallone di salita. Qualche saliscendi rapido nelle prime due conche erbose e poi ci si immette nell’infinito vallone pietroso. A giudicare dall’assenza di vegetazione, gli ultimi eventi alluvionali hanno portato giù molti detriti. Si sale comunque bene, il pietrame è piccolo e poco fastidioso, ci sono ometti qua e là. Raggiunto il bel laghetto, sono salito facilmente sulla morena di sinistra, e poi per una serie di terrazzi rocciosi ricoperti da pietrame ho raggiunto il ripiano sotto la cima. Qui la pietraia si fa un po’ più scomoda, ma niente di particolare. Del glacio-nevaio resiste solo un piccolo nevaio pianeggiante (portato inutilmente i ramponi) e poi si sale al colletto tra le due cime, la pietraia è meno problematica di quel che possa sembrare, stando sui pietroni piatti al centro si sale molto comodamente (non ci sono ometti ma il percorso è evidente). Toccato prima la cima sud (qualche masso accatastato) e poi la nord per facile crestone detritico.
In discesa mi sono tenuto un po’ più largo passando al Col des Fonds, scendendo poi per terriccio più comodo fino alle morene per ricollegarmi al percorso di salita.
Incredibilmente, un francese arrivato in cima poco prima di me, non avrei mai creduto di incontrare qualcuno. Gita piuttosto rapida, con spostamento soltanto nella parte centrale, io ho impiegato poco meno di 3 ore, la metà per scendere. Ambiente comunque suggestivo, quasi dolomitico, in un contesto ex glaciale. Ghiacciai del versante di Rhemes in condizioni oscene.