Itinerario dimenticato ma che merita sicuramente di essere riconsiderato.
L’attacco è situato 50m più in alto dell’attacco della E del Viso su un ampio spiazzo proprio al di sotto dello sperone stesso. (Si raggiunge facilmente seguendo l’avvicinamento della cresta E e proseguendo obliquando a sx. 1h dal Quintino)
Pur avendo la relazione Vallot abbiamo seguito la linea per noi più logica. L’itinerario infatti non è mai obbligato e permette così di aggirare i passaggi più duri (o al contrario passarci in mezzo restando quanto più possibile sul filo di cresta).
Noi abbiamo aggirato il primo risalto sulla sx (ampi gradoni erbosi) per poi riportarci sulla destra dove la parete si fa più verticale, restando sempre molto ben appigliata. Da qui proseguendo dritti cercando il facile (la cresta corre sulla sx offrendo altre interessanti possibilità) si arriva sotto un torrione (già riconoscibile dal basso) che noi abbiamo aggirato sulla destra. Dall’ampio colletto abbiamo proseguito dritto nel canalone detritico che in breve porta a un’ulteriore sezione di arrampicata. Sbucati sotto la vetta abbiamo piegato a sx a un colletto (ometto), da lì in cresta su solida roccia rossa. Con un tiro (l’unico della via) si arriva a 20m dalla croce (cordone con maillon all’uscita).
La discesa non è evidente. Noi siamo scesi verso S oltre la croce. Superato un primo muretto (terzo in discesa) abbiamo piegato a dx (verso N). Seguendo le facili cenge detritiche abbiamo poi piegato nuovamente a S (muretto, 5m, terzo in discesa). Poi traverso puntando al colletto Barracco. Da lì giù dalla pietraia verso la normale del Viso.
Itinerario affascinante e selvaggio (niente in loco) speculare alla E del Viso. Ideale per chi si avvicina all’alpinismo (difficoltà modeste, pochi passaggi di quarto, sempre aggirabili) o per chi è stufo dei soliti itinerari intasati. Consigliato!
Con Ale alla sua prima alpinata. Seguita il giorno dopo dalla normale del Viso (dal Boarelli) in tempi record per evitare il temporale. Bravo!