- Accesso stradale
- Dall'alpe della Balma all'alpeggio superiore procedere con cautela, saliti con una Panda (no 4x4).
- Traccia GPX
- La traccia si interrompe poco prima del ritorno all'auto perché mi si è scaricato l'orologio.
Le abbondanti piogge e la scarsa frequentazione hanno reso il sentiero una giungla. Nonostante questo, siamo arrivati abbastanza agevolmente alla conca (innevata) e da lì, per canalone di sfasciumi, al colle. I passaggi più difficili sono concentrati nella prima metà della cresta, e sono protetti. Ciò che rende difficile la scalata non è tanto la difficoltà tecnica quanto la scarsa qualità della roccia: si arrampica sulle uova e bisogna essere molto cauti (ci sono rimasti in mano dei bei mattoni…). Dall’incrocio con la “normale” alla punta facile e aerea, volendo a scendere ci si può calare, noi abbiamo disarrampicato. La via normale usata per scendere si è rivelata piuttosto ostica: abbiamo aggirato il ripido nevaio procedendo per sfasciumi instabili e fangosi, abbiamo percorso tutta la dorsale fino al fiume, di lì abbiamo piegato a dx, ma abbiamo perso i segni, anche causa erba molto alta. A tentoni siamo comunque ritornati a incrociare il sentiero/ giungla della mattina. 4.30h la salita, comprensiva di pause, 3h abbondanti la discesa.
Gita consigliata a chi ha voglia di andare in un luogo selvaggio e quasi incontaminato. Cresta molto bella, peccato per la roccia molto instabile, per questo da non sottovalutare. Molti animali (camosci, marmotte, un falcone che ci sorvolava e una pernice!) e moltissime stelle alpine.
Con Albi, all’insegna del ravanage.