Barbacan (Cima del) – Energie Rinnovabili

Barbacan (Cima del) – Energie Rinnovabili
La gita
gipeto
3 14/06/2026
Accesso stradale
bagni di masino

Fatta dopo Ho Chi Minh. Dalla base della Punta Milano occorrono 15 minuti in salita. Prima abbiamo seguito una traccia di sentiero verso l’evidente base della parete, per poi proseguire liberamente su prato e pietraia.

La totalità del materiale che si trova ad oggi sulla via è: 1 spit alla fine di L1, uno spit alla fine di L2, sosta di L3, sosta di L4, uno spit alla fine di L5, sosta finale in cima. Quindi è richiesto un buon orientamento e ovviamente un buon uso delle protezioni veloci.

Dallo schizzo della via si intuisce bene l’attacco alla destra della placca basale in corrispondenza di una sorta sistema di fessure in un diedro/camino molto aperto e scuro.

L1 bei passi divertenti e proteggibili fino agli ultimi 10 metri di cardiopalma su zolle erbose umide verticali e improteggibili. Sosta finale su uno spit, non avevo chiodi a lama per integrare, e non ho trovato di meglio.

L2: in pratica bisogna fare 5m in verticale, ma per via delle balze erbose si cerca in qualche modo di aggirare da destra per poi tornare alla base del diedro fessurato che sta proprio in verticale sopra a S1. Lunghezza di trasferimento davvero dimenticabile. Sosta su spit singolo integrabile a friend.

L3: bellissimo diedro fessurato, senza dubbio il tratto più bello della via. effettivamente un friend 4 potrebbe aiutare, noi ne abbiamo fatto a meno senza eccessivi drammi, ma se c’è è meglio. Finita la fessura si segue leggermente verso destra fino a uscire sulla grande cengia erbosa. Appena si esce sulla cengia guardare a sinistra: sosta su 2 spit collegati da cordino blu in buone condizioni ad oggi, e maglia rapida.

L4: camminata fino alla base della prossima parete, sosta su 2 spit collegati da cordino blu in buone condizioni ad oggi, e maglia rapida.

L5: seguire la fessura che sale verso sinistra, alcuni sassi mobili. Alla fine della fessura si può o rimontare dalle balze erbose a sinistra, o sulla placca di destra. A questo punto ci si dirige a destra per qualche metro fino a intercettare la base dell’evidente fessura/rampa/camino che scende dalla vetta. Sosta su uno spit integrabile. Lo spit si trova sotto a un grande spuntone/lama.

L6: dritti per la fessura fino in vetta. Sosta su spit collegato ad una clessidra da un cordino arancione, oggi in buone condizioni, e maglia rapida che abbiamo lasciato noi (non abbiamo trovato l’anello descritto nella relazione). Molti sassi lungo il tiro, specialmente in cima. Attenzione, perchè cadono lungo l’imbuto dritti in testa a chi ci assicura.

Dall’ultima sosta con due passi in relativa sicurezza si può ammirare il panorama di vetta.

Calate come da relazione, molto belle e panoramiche.
Vista la natura delle soste considerare che in caso di ritirata c’è il rischio di dover abbandonare una maglia rapida su uno spit singolo e calarsi da quello.

Una via adatta a chi ama l’esplorazione e raggiungere cime anche non particolarmente rinomate. Non adatta a chi detesta le vie discontinue, e a chi cerca solo una bella scalata.

Credo che uno degli aspetti più interessanti di questa via sia che guardando la struttura verrebbe proprio da dire: “salirei così”

Personalmente ho apprezzato gli aspetti esplorativi, ma nelle condizioni che abbiamo trovato noi i tratti esposti erbosi erano eccessivamente pericolosi e i trasferimenti davvero tanti.

Ci siamo appoggiati al rifugio Omio: Stafano e tutto lo staff sono un esempio imbattibile di ospitalità gentilezza simpatia e attenzione, grazie.

Le marmotte mi hanno sbranato la maglietta lasciata alla base. Io ve l’ho detto.

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