Lo inserisco come escursionismo in quanto a causa del vento e delle temperature basse degli ultimi giorni, per quanto abbiano lasciato un manto nevoso uniforme, lo hanno reso duro come il marmo e grazie ad un paio di buoni ramponi, ho potuto tenere le ciaspole attaccate allo zaino per tutto il giro, anche se i ramponi si sono resi necessari molto presto, forse già a 1.600 m. Il giro in realtà segue per buona parte l’itinerario estivo, tranne dopo il rifugio, dove sono salito ad intuito puntando verso il Robinet, che è la cima visibile più a destra (sinistra orografica). Nella parte bassa, quella nel bosco, l’insidia principale sono state alcune chiazze di neve ghiacciata rischiose per gli scivoloni anche al ritorno, nel primo pomeriggio. Da qui in poi le difficoltà sono praticamente nulle, le tacche sono ben visibili e un minimo di traccia si riesce sempre ad individuare, va solo fatta attenzione a non farsi ingannare dal calpestio di alcuni animali che a volte può fregare. Arrivato al rifugio Balma, breve pausa e poi sono ripartito in direzione Colle del Robinet, per raggiungere alcune prospicienze che mi consentissero di fotografare l’anfiteatro formato da Cima del Lago Sud, Punta Loson e Robinet. Da qui, cosa che d’estate tendenzialmente verrebbe complicato, sono ridisceso con qualche traverso sempre su neve dura, anche se con un piccolo strato che ormai cominciava a sciogliersi. Da qui proseguito “a vista” fino al rifugio e poi fino alla macchina per l’itinerario di salita.
Giornata spettacolare, neanche una nuvola in cielo. Inizialmente in solitudine, poi raggiunto da Ezio, di Coazze, che da buon “custode” del Rif. Balma, mi ha pure preparato una tazza di caffè nel locale invernale. Giornata piacevole!