Badile (Pizzo) Via Normale da Bagni di Masino

Badile (Pizzo) Via Normale da Bagni di Masino
La gita
federicoronchini
5 21/09/2025
Accesso stradale
Parcheggio a pagamento ai Bagni di Masino (essendo arrivati nella tarda mattinata di sabato abbiamo trovato il parcheggio quasi completo)

Salita al Rif. Gianetti sabato 20 settembre, nell’ultimo weekend di attività. Dal parcheggio al Rif. si sale per comodo e lungo sentiero (E) che risale la Valle Porcellizzo seguendo indicazioni (c.a. 3h 15′).

Partenza dal rifugio intorno alle 5.30 di Domenica con Mirko e Pietro. 1 ora per l’attacco (con la dovuta calma).

– Difficoltà III+ / PD+
– Arrampicata continua e a tratti esposta sul II/III grado (un passo di IV- nel caminetto prima della Croce Castelli Piatti).

Avvicinamento: seguire ometti e tracce che risalgono la conca detritica alle spalle del rifugio in direzione del Pizzo Badile (ignorare indicazioni per Rif. Allievi), tenendo il caratteristico Dente della Vecchia sulla sx.

Giunti all’attacco della via evitare di risalire l’evidente diedro, tenendolo sulla sinistra (lo si percorrerà in discesa con l’ultima calata) e traversare invece la paretina verticale che risale verso dx sfruttando le debolezze della roccia. Arrampicata semplice e appigliata ma difficilmente proteggibile (II+). Giunti in cima ci si ritrova su facile cresta erbosa che si segue aggirando un tetto strapiombante. Qui si nota il famoso “Passo del Gatto” (in diverse relazioni è descritto come più tecnico di quanto sia davvero).

Poco oltre il passo del gatto si arriva alla base del caminetto successivo, riconoscibile per la presenza di cordini e maglie rapide utilizzabili come punto di sosta.

Da qui si risale il camino e con qualche passo (abbastanza fisico) di opposizione si giunge alla Croce Castelli-Piatti su cui si può allestire un’altra sosta (sarà lo stesso punto da cui ci si cala al ritorno puntando dritti al diedro strapiombante opposto alla croce).

Dalla Croce in poi la salita diviene più facile e piuttosto intuitiva, salendo e scendendo sempre tra II/II+ , gestibile in conserva integrando qua e là dove la roccia lo permette. Si seguono i bolli e gli ometti, in alcuni punti la traccia si allarga al punto da diventare quasi un sentiero (attenzione alle scariche se ci sono cordate che precedono!), fino a giungere al maestoso canale centrale che si affaccia sulla enorme parete centrale del Badile.

Si risale il canale (sfruttando soste a chiodi o cordini utili per proteggersi) e alternando tratti facili in arrampicata a tratti su placche un po´ più delicate fino a quando questo non risulta essere sbarrato da una placca troppo verticale per procedere.

Qui si traversa verso sx seguendo la cengia fino a risalire il canalino di dx, quindi uscire a sinistra per aereo ma semplice sperone (III) fino ad una sosta con anello. Da qui si intravede poco oltre anche una sosta molto più recente a spit che però è la 1° sosta “del Soccorso”, attrezzata dal soccorso alpino per calarsi più agilmente sul versante SW.

Da qui si prosegue verso l’alto con facile arrampicata appigliata (III) fino a giungere all’evidente cengia detritica che si affronta prima da sinistra a destra e poi da destra a sinistra. Da qui dovreste scorgere sopra di voi il famoso obelisco di metallo posto sulla cima del Pizzo Badile, raggiungibile in pochi minuti e per facile traccia (3308m)

Per la discesa come noto ci sono due opzioni: calarsi seguendo l’itinerario di salita oppure riprendere le calate Soccorso Alpino (vedi sopra) che si gettano sulla parete SW.

Noi abbiamo scelto di ripercorrere la via normale. Essendo in 3 la gestione delle corde è stata abbastanza lenta e poco agevole. Ci abbiamo impiegato tanto quanto a salire (che vergogna).

In ogni caso se decidete di scendere per la Normale vi lascio descrizione da Vienormali.it che è fatta molto bene.

Discesa:
Dalla cima del Pizzo Badile, seguendo a ritroso le due cenge molto sfasciumose tornare all´anello di calata: con una calata da 40 metri si raggiunge il ripiano alla base del tratto roccioso terminale. Da qui, con una serie di calate da circa 40 metri (nel canale si trovano una serie di soste a chiodi con maglia rapida o su cordoni sempre provvisti di maglia rapida) si ritorna alla base del canalone sopra gli strapiombi basali. Senza proseguire per il canale, occorre ripercorrere a ritroso (questa volta in leggera salita) il sistema di cenge erbose e detritiche che riportano alla Croce Castelli Piatti (lungo questo tratto bisogna lasciarsi guidare dagli ometti e dai bolli rossi, in discesa decisamente più visibili, per non rischiare di sbagliare strada).
Dalla Croce effettuare una calata di circa 30 metri nel camino verticale e strapiombante osservato in salita; reperita l´ultima sosta posta in corrispondenza dell´uscita del diedro posto nei pressi dell´attacco, con un´ultima calata di 30 metri si torna alla base della parete.
Da qui come per la salita.

NB: Salendo tenete bene a mente la posizione delle soste e soprattutto la direzione della traccia nella parte centrale, molto utile in caso di bassa visibilità (come per noi) altrimenti è facile andare fuori via scendendo.

Salita alpinistica in ambiente maestoso, su terreno non difficile e mai troppo tecnico… ma – come molte relazioni consigliano – da non sottovalutare!

Uscita nel complesso bella sostenuta (considerando che l’abbiamo compiuta quasi interamente con visibilità mai superiore ai 15/20 mt).

Rischio di incastro delle corde direi alto (a noi è successo un paio di volte) se ci si cala dalla normale.

Da rifare per godersi il panorama 😉

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