Asta Sottana (Cima dell’) Via Normale per il Canale Est

Asta Sottana (Cima dell’) Via Normale per il Canale Est
La gita
max1971
5 05/10/2016

Partito alle 7 dal Ponte della Vagliotta. Come da previsioni la giornata si preannuncia con meteo davvero fantastico già dalle prime luci del mattino. La risalita della faggeta iniziale e della parte bassa della vallata procede con passo spedito e in poco tempo raggiungo il Gias sottano della Vagliotta. La mattinata è fresca, ma assolutamente non fredda per essere inizio ottobre.
Giungo al bivio che biforca gli itinerari della Cima del Lausetto e del Bivacco Costi/Falchero e già un’idea malsana inizia a svolazzarmi nella testa, ma rimando la decisione al pomeriggio. Scendo leggermente nella spianata sotto alla miniera e svoltando a destra inizio la ripidissima china che in un’oretta circa porta al Bivacco. Lungo la salita, prevalentemente in ombra, ci sono tracce delle prime gelate notturne e tratti di verglas sulle rocce ai bordi dei torrenti. Breve sosta al bivacco e riparto alla ricerca dell’attacco del canalino est dell’Asta. Non appena superata la ripida barra sopra il Bivacco si nota già in grande distanza il segno arancione che indica la via.
Il passo chiave di tutta la salita è il saltino di 3 metri all’inizio del canale, facilmente superabile con un passo in opposizione. Da lì e fin quasi all’intaglio del canale si tiene il lato destro, sempre segnalato dalle tacche arancioni, ed è una facile arrampicata sul I grado, con qualche singolo di II, ma sempre ben manigliato attorno. La risalita non è quasi mai esposta se non in un paio di punti dove è bene prestare attenzione a non cadere dentro il canale sottostante. Poco prima dell’intaglio le tacche arancioni piegano decisamente verso destra risalendo una ripida e faticosa china erbosa che in 10-15 minuti conduce all’ultimo breve e facile saltino che porta in vetta.
Alle 11.30 sono sull’Asta Sottana. Panorama mozzafiato. Da un lato si distingue Cuneo con una nitidezza davvero rarissima e poi a 360° passando per la Cima del Lausetto, spostandosi verso Carbonè, Clapier, Maledia, Gelas, fino ad arrivare ad Oriol, Argentera, Asta Soprana e l’immenso Monte Matto. In lontananza si distingue di tutto, dall’ovvio Monviso al Rosa e, ebbene sì, il Cervino!!!
Considerata l’assoluta bellezza e la temperatura mite la voglia di iniziare a scendere fatica a farsi avanti, ma ecco che l’idea malsana del mattino ritorna fuori: e se salissi anche il Lausetto?
Inizio quindi a scendere il ripido canale con molta attenzione perché disarrampicare è sempre più pericoloso che arrampicare, ma in breve sono di nuovo alla base del canale e quindi al sottostante bivacco. Breve pausa e via di nuovo a scendere velocemente fino a ritornare al bivio che porta verso il Passo Barra della Vagliotta e quindi alla Cima del Lausetto. Sono le 15. Le gambe rispondono bene e la frontale è nello zaino. La decisione è presa!
Riprendo a salire i lunghissimi tornanti che portano verso il passo. Un po’ di fatica inizia a sentirsi, ma il passo rimane spedito. La vallata non è lunga … è infinita. Finalmente raggiungo il Passo a quota 2456m. Lungo la salita ho guardato in dettaglio il pendio che dalla Cima del Lausetto scende verso il sentiero in modo da accorciare la discesa ed evitare di ripassare per il Passo della Barra: non ci sono salti e si può fare. L’ultimo tratto di cresta che porta in vetta è di nuovo ripido e le gambe iniziano a essere un po’ pesanti. Comunque qualche minuto dopo le 17 sono in vetta al Lausetto. Guardo la cima dell’Asta Sottana di fronte a me dove ero solo poche ore prima. La sosta è brevissima perché voglio di nuovo essere sul sentiero prima che venga buio.
Seguo il ripido e sfasciumato crinale ovest del Lausetto fin dove raggiunge una piccola costola rocciosa. La supero facilmente e da lì individuo alla mia sinistra il ripidissimo canale erboso che avevo visto dalla vallata di fronte. Lo raggiungo e scendo giù dritto per erba ripidissima. Grazie ai fedelissimi bastoncini in brevissimo tempo ritorno sul sentiero di salita avendo tagliato almeno mezzora di rientro. Continuando poi a tagliare più tornanti possibili alle 19 sono di nuovo al Gias Sottano.
Ormai è praticamentebuio, ma il più è fatto. Piccola pausa, indosso la frontale e giù per l’ultimo sforzo e tornare al Ponte della Vagliotta dove arrivo alle 20.15.

Giornata stratosferica che chiude una stagione densa di tantissime soddisfazioni e cime davvero notevoli per impegno e difficoltà. Volevo vedere fino a che punto ero allenato e devo dire che i 2750 m di dislivello positivo saliti oggi mi hanno dato una grande risposta.
Itinerario bellissimo. Il canale l’ho trovato molto facile soprattutto se paragonato alla normale dell’Oriol salita 10 giorni fa. Sicuramente da ripetere concatenando la cima dell’Asta Sottana con la cresta che porta all’Asta Soprana.
La vallata selvaggia e poco frequentata (non ho visto nessun altro bipede, ma solo tanti quadrupedi) la rendono un posto davvero splendido per chi ama le lunghe giornate in solitudine.

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