Asta Sottana (Cima dell’) Torre Sud – Direttissima via Mauro Costi

Asta Sottana (Cima dell’) Torre Sud – Direttissima via Mauro Costi
La gita
fabrizioro
5 06/06/2020

Avvicinamento al bivacco lungo, ampi tornanti, sali e scendi, qualche guado e alcuni nevai cui prestare attenzione. Un cartello al Ponte della Vagliotta avvisa che il bivacco ha “problemi strutturali” e se ne sconsiglia l’utilizzo, infatti noi abbiamo portato fin lassù tenda e quant’altro. In realtà il problema pare sia un tirante che s’è staccato, vedi foto. A poche decine di metri dal bivacco si trovano vari ruscelli. All’interno c’è anche una stufa (bisogna procurarsi la legna durante la salita) e qualche pentola.
In mezzora dal bivacco si arriva all’attacco, anche lì lungo la pietraia c’è qualche nevaio residuo.
La via è molto bella e merita il lungo avvicinamento. La roccia è sempre molto buona (un po’ scivolosi i licheni se bagnati…) e l’arrampicata ha sempre qualcosa di tecnico anche nei tiri più facili. Ci si protegge bene nelle numerose fessure. Lungo la via si trovano rari chiodi (più frequenti nel tiro chiave), anche le soste sono sempre da verificare ed eventualmente rafforzare.
La linea talvolta va un po’ ricercata, noi ci siamo sbagliati nella L4 facendoci ingannare da un chiodo forse appartenente a “Spit horror”: dal primo ripiano erboso che si incontra dopo il diedro camino iniziale non bisogna proseguire lungo il diedro che continuerebbe in quella direzione ma piegare verso sinistra entrando in un altro diedro camino che obliqua a sinistra, come indica anche la foto col tracciato. La placca chiave (L5) è bella, compatta e le difficoltà sono piuttosto costanti…
Al termine di L8 si può sostare alla base del camino (un chiodo arancione un po’ nascosto nelle rocce sulla destra, sosta da rafforzare) e proseguire lungo la L9 traversando a destra su blocchi e lame, fino a giungere di fatto all’ultima sosta dopo aver risalito la fessura sulla placca; oppure si può proseguire lungo quel camino (roccia non eccelsa) e in breve giungere ad un intaglio presso cui si trova una sosta con cordone di calata: da lì, ci si può già calare nel canalone sull’altro versante risparmiando del tempo (è lo stesso canalone che si raggiunge calandosi al termine della L10).
In discesa, a due terzi del canalone si individuano due chiodi collegati da cordone e maglia rapida, che consentono con una doppia di 50 m di oltrepassare dei salti. Dopodichè si prosegue per sfasciumi e pietraie ricollegandosi in breve con la normale e quindi in 20-30 minuti si raggiunge il bivacco.
L’ambiente è sicuramente isolato e selvaggio, mettere in conto anche che il cellulare non prende affatto (con rete Vodafone l’ultimo segnale è sul pendio dopo il Gias del Melzo).

Con Roberto, gran bel giro !

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